Menu

Ater: abbattere la ‘a’ di azienda. L’edilizia pubblica non è un’impresa

La nomina a nuovo direttore dell’Ater di Roma del Dott. Manuelli non ci soddisfa e purtroppo nemmeno ci sorprende. Questa nomina è in linea con le politiche portate avanti negli ultimi anni, tute atte a smantellare il Diritto alla Casa o, se vogliamo dirlo in termini concreti, snaturare sempre più il ruolo e la funzione dell’Edilizia Pubblica.

La nomina  di un Top Manager dell’economia italiana, senza alcuna esperienza pregressa in materia di Edilizia Pubblica, prosegue ed accelera quel processo di “aziendalizzazione” dell’ente che gestisce la quota maggiore di case popolari della Capitale. Questo, di pari passo con la progressiva dismissione del Patrimonio (abitativo e non), in nome del Bilancio.

I grossi deficit di Bilancio dell’Ater di Roma, su cui tanto pesa il versamento dell’Imu al Comune Roma e per il quale ci risulta che l’Ente abbia aderito alla definizione agevolata (rottamazione delle cartelle esattoriali), non può però incidere su quelle che sono le sue funzioni, prioritarie e originarie, ossia garantire il Diritto alla Casa, alleggerire la crisi abitativa, gestire al meglio gli alloggi pubblici, frutto questi ultimi di finanziamento diretto ricevuto dai lavoratori e dalle lavoratrici.  

Purtroppo però (da anni) si sono intraprese strade che mirano ad obiettivi esattamente opposti: ne sono un esempio i continui bandi d’asta relativi ad alloggi definiti “di pregio”, un ulteriore tentativo di fare cassa che favorisce lo svuotamento del centro della città.

Un ulteriore esempio sono i centenari dei quartieri (Garbatella, Testaccio), ennesima occasione per tentare di dismettere patrimonio e raccattare soldi.

Ciò che però si è prodotto finora è scontento tra gli inquilini, diminuzione dell’offerta abitativa ed abbandono di tanti quartieri della periferia romana, ove i locali commerciali sono rigorosamente chiusi nonostante i bandi che si susseguono.

Asia-Usb ha sempre chiesto che le Ater tornassero a essere enti pubblici a tutti gli effetti, con finalità sociali iscritte nel proprio statuto.

Abbiamo suggerito più volte che gli Enti venissero specializzati nella gestione del Patrimonio, acquisendone di nuovo, diversificandolo per tipo, con personale sufficiente e ben preparato a maneggiare competenze specifiche, incline a svolgere la propria funzione di servizio nei confronti della collettività.

Enti pubblici di alto profilo in grado di restituire dignità alla questione abitativa.

A quanto pare una prospettiva del genere non alletta chi governa la Regione. Si preferisce continuare sulla strada fin qui battuta (che ci spiace dirlo ma non ha prodotto  nulla di positivo) e perfino intensificare i processi fin qui descritti, nominando chi di gestione del patrimonio abitativo pubblico non ha la minima esperienza, essendo abituato a gestire imprese votate esclusivamente al profitto.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *