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Roma. “Lo sport non è un business”, ciclo di iniziative

Ciclo di iniziative su mercificazione dello sport e alternative resistenti

 

Il connubio tra sport e denaro ha modificato profondamente la natura della competizione sportiva.

La sfida tra una o più persone in una disciplina sulla base di regole condivise, nata per allenare le abilità psicofisiche, facilitare l’aggregazione sociale e stimolare l’incontro tra culture, nel contesto odierno parte sempre meno da condizioni di eguaglianza. Ciò è tanto più vero quanto più in alto si sale nella scala dei valori di ogni disciplina.

Soprattutto negli ultimi 30 anni, la spinta al professionismo – in origine conquista dei settori popolari che senza retribuzione non potevano smettere di lavorare per allenarsi– ha trasformato lo sport in “business entertainment”.

Cifre da capogiro popolano i bilanci delle maggiori società e leghe nazionali e internazionali. Così, la mercificazione dello sport ne ostacola la possibilità di essere veicolo di benessere e occasione di divertimento, metafora di vita e momento di incontro, ma anche identità e appartenenza per chi ne fa una passione da sostenere.

Gli scandali che hanno accompagnato il mondiale di calcio in Qatar, tra corruzione e strage di lavoratori; la propaganda politica che accompagna i grandi eventi; il doping diffuso; l’invasione delle pay-tv e lo svuotamento degli stadi; la proliferazione delle sigle per l’organizzazione dell’evento più remunerativo; le lotte di potere per il controllo degli enti regolatori.

Questi sono alcuni esempi della “corruzione dello spirito dello sport” generata dall’enorme flusso di denaro e dalle prospettive di guadagno che hanno inondato, snaturandole, le attività sportive di mezzo mondo.

Ciò ha portato alla trasformazione delle società sportive in aziende con scopo di lucro, trasformando la sfida sportiva in un business senza scrupoli.

A questo sviluppo distorto, si contrappongono tutte quelle esperienze che sottraggono la nobile e leale sfida tra pari al profitto a tutti i costi. Palestre popolari, squadre di quartiere, rivalutazione dello sport come attività sociale sono alcune delle alternative presenti del panorama odierno.

Su questi temi, il Circolo GAP è lieto di ospitare nel mese di giugno un ciclo di iniziative per approfondire il dibattito su cosa sia diventato lo sport oggi e sugli esempi di resistenza che si battono nella declinante società capitalistica.

 

Appuntamenti:

14 giugno – Pugni e socialismo

21 giugno – Viva lo sport popolare!

28 giugno – Evoluzione e declino del sistema calcio

 

Le iniziative si terranno alle ore 18:30 al Circolo GAP in via dei Sabelli 23 (San Lorenzo – Roma).

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