I 6.452 studenti universitari risultati idonei ma non vincitori della borsa di studio, lasciati per mesi in attesa dalla Regione Lazio a guida di Fratelli d’Italia, riceveranno finalmente il contributo economico che gli spetta. È grazie alla mobilitazione che ha visto nella serata di ieri le tende di Cambiare Rotta tornare a fare pressione sotto gli uffici guidati da Francesco Rocca.
Il presidente gioisce per “un risultato incredibile” nell’erogazione delle borse che supererebbe quelli delle precedenti giunte a guida PD, difese invece da Nicola Zingaretti. L’ex presidente della Regione Lazio, pochi giorni fa, rivendicava politiche più espansive ed efficaci.
Le chiacchiere stanno a zero: la realtà è che centinaia di migliaia di studenti in tutta Italia sono costretti in una condizione di precarietà esistenziale – studio non garantito, affitti alle stelle, studentati scarsi e fatiscenti, trasporti assenti, lavoro precario e nero, leva militare e guerra come unico futuro proposto.
Né la destra di governo, che oltre alla Regione Lazio ha in mano i Ministeri di Istruzione e Università, né l’opposizione che ha ricoperto i precedenti mandati si sono impegnate a trovare soluzioni, facendo anzi degenerare la situazione anno dopo anno.
La nota di Cambiare Rotta riportata di seguito ricorda che “solo la lotta paga” e promette, ora che il minimo sindacale dell’erogazione agli aventi diritto è stato garantito, di riaprire una battaglia contro i presupposti privatistici e classisti che snaturano la definizione stessa di “diritto allo studio”.
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VITTORIA, LA LOTTA PAGA: FINALMENTE TUTTI GLI IDONEI DIVENTANO VINCITORI!
Dopo mesi di mobilitazioni, culminate nelle tendate di questa notte e nel presidio di questa mattina sotto agli uffici della regione Lazio, abbiamo finalmente ottenuto la trasformazione in vincitori di tutti gli idonei, più di 6000 studenti, a cui non era ancora stata assegnata la borsa di studio.
Abbiamo l’ennesima dimostrazione che solo tramite la lotta e l’organizzazione è possibile riconquistare un diritto allo studio, sempre più minacciato dai definanziamenti.
Nonostante la vittoria di oggi è bene ricordare perché si è arrivati addirittura fino ad aprile: la mancanza di volontà politica da parte della regione nello stanziare fondi per il diritto allo studio, ormai ridotto all’osso, assieme alle vergognose dichiarazioni di sedicenti rappresentanti degli studenti che hanno addirittura avuto il coraggio di difendere l’infame operato di Disco e della regione Lazio, lasciando gli studenti a fare la fame.
Quanto ottenuto oggi non ci basta: continueremo a monitorare sulle erogazioni delle borse di studio, pronti all’immediata mobilitazione, e a pretendere un diritto allo studio realmente garantito tramite più borse di studio, un aumento degli importi, la cessazione dei ritardi e uno svincolamento dai criteri burocratici che oggi rendono la borsa di studio un sogno irrealizzabile per migliaia di studenti.
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