Ieri sera diversi studenti hanno occupato l’atrio del Seraphicum, uno studentato privato costruito però con i soldi del PNRR, ovvero del grande programma di investimenti che doveva rendere “all’avanguardia” l’Unione Europea. Invece, come dimostra questo caso, è servito solo a gonfiare i profitti privati e, in parte, a stendere un tappeto rosso al riarmo.
A Roma, la situazione è diventata ancora più inaccettabile dopo che l’ente regionale per il diritto allo studio ha sfrattato diversi studenti stranieri dalle residenze estive, senza prevedere per loro alcuna alternativa e senza che i giovani potessero provvedere ad altra soluzione in proprio, vista la loro condizione.
Come ricorda Cambiare Rotta in un proprio comunicato, infatti, alcuni di loro provengono persino da paesi in guerra. Mentre le istituzioni si riempono la bocca di parole riguardanti la pace, promuovono il riarmo e sono spesso la causa principale dei conflitti da cui gli studenti sono scappati. Una volta qui, li ignorano e li lasciano per strada.
Come ricorda ancora Cambiare Rotta, lo studentato Seraphicum è stato inaugurato alla presenza del presidente della regione Rocca e della ministra Bernini. Gli studenti stanno chiedendo da più di due settimane un incontro con l’ente regionale per il diritto allo studio, che in tutta risposta e nel silenzio delle autorità politiche ha invece addirittura bloccato le borse di studio, come punizione per aver protestato.
Insomma, mentre è sempre più evidenti la trasformazione del paese in una “democratura”, l’aver esercitato uno dei diritti fondamentali come è quello alla manifestazione e alla protesta diventa occasione per una ritorsione evidentemente politica. Una situazione inaccettabile e contro cui gli studenti stanno continuando a mobilitarsi, anche mentre scriviamo.
Intanto, Cambiare Rotta ha indicato alcune rivendicazioni chiare e nette: stop sfratti; un incontro urgente alle tendate degli studenti al Seraphicum con il presidente Rocca e la ministra Bernini; una soluzione immediata e a lungo termine per gli studenti e le studentesse sotto sfratto e sblocco delle loro borse di studio; riconversione degli studentati privati in pubblici e assegnazione immediata a tutti gli idonei d’italia.
Misure minime di fronte a una classe dirigente che, invece, propone ai giovani solo di imbracciare le armi e combattere per gli interessi di pochi…
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