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Genova. Ronde fasciste e insicurezza: Salis rincorre la destra

Dopo le gravissime aggressioni razziste dell’ultima settimana ai danni di minori stranieri non accompagnati tra San Fruttuoso e Quinto, la sindaca Salis scavalca a destra l’ultradestra italiana utilizzando le stesse identiche parole d’ordine della Meloni, di Salvini e di Vannacci.

Ancora una volta retorica è quella del rafforzamento dei presidi di polizia per pattugliare a piedi il centro storico, andando ad implementare la sicurezza visibile senza intervenire sulle cause strutturali della marginalità. La sindaca poi invoca il rimpatrio dei migranti rinfacciando al governo Meloni chd i rimpatri effettuati sono sempre troppo pochi e riprendendo così la polemica politica che Vannacci ripete da mesi.

Queste opinioni espresse con tanta leggerezza, oltre ad alimentare un clima di odio fomentato soprattutto dalla destra, ci fanno interrogare sul movente per cui la Sindaca le ha rilasciate, sopratutto alla luce del fatto che la gestione delle politiche migratorie è una materia di competenza statale.

In realtà, la Salis è l’ennesimo tassello di quella tradizione centro-liberista che si scaglia sulle soggettività migranti nel disperato tentativo di racimolare voti da parte di persone stanche di una classe politica disattenta e che non fa gli interessi della popolazione.

Lo schema è semplice: se la politica non ti risolve il problema, la colpa è del povero, del migrante, dei senza fissa dimora.

Le politiche che hanno più criminalizzato i fenomeni migratori non solo sono il frutto di alleanze tra centro destra e centro sinistra, ma sono state voltute e ratificate proprio da quel centro sinistra, dalla legge Turco-Napolitano, per passare ai decreti Sicurezza di Minniti (Governo Renzi del Pd) e successivamente ai decreti Sicurezza 2 di Salvini (Governo Conte 1 del Movimento 5 Stelle e Lega).

Con la criminalizzazione del fenomeno migratorio il centro sinistra ha più volte mostrato il suo vero volto fatto di esclusione delle marginalità, di repressione delle lotte e di brutalizzazione delle soggettività migranti. Mentre si invoca il controllo dei fenomeni migratori si stringono patti con la Libia e con l’Egitto il cui Governo ha tra l’altro torturato e ucciso il ricercatore italiano Giulio Regeni.

In questo contesto l’asse si è spostata sempre più a destra per cui ci troviamo Vannacci che urla alla remigrazione e un campo incapace che, dopo aver rinnovato memorandum con Paesi che notoriamente violano i diritti umani, scimmiottando la destra invoca i rimpatri.

La partita che sta giocando la Salis, ormai a livello nazionale, non ha più nulla a che vedere con Genova e con i problemi dei genovesi.

Questo, di video in video, è sempre più evidente e, la sua ultima uscita social in tema di rimpatri ne è lo specchio.

A pochi giorni dell’anniversario del 30 Giugno 1960 noi però ricordiamo che il fascismo e il razzismo sono endemici nella società capitalistica, fondata sulla violenza e sfruttamento sistemico e che solo intervenendo sulle cause strutturali della marginalizzazione sociale si può creare una società realmente giusta ed equa a misura di tutti e tutte.

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