Avevamo già espresso solidarietà ai tre compagni del Magazzino 47 e del Collettivo Onda Studentesca vittime di un “avviso orale” da parte del Questore Sartori. La misura di polizia ha preso di mira i tre giovani semplicemente per un breve e tranquillissimo corteo per il Rojava tenutosi in città nei giorni scorsi. Essa colpisce profondamente la semplice la libertà di manifestare ed è un tassello dello stato di polizia che il Governo Meloni vuole instaurare in Italia, di cui il Questore di Brescia è zelante attuatore.
Dunque avevano già manifestato la nostra vicinanza ai compagni colpiti dal provvedimento. Ora la esprimiamo nei confronti dei consiglieri comunali Valentina Castaldi e Francesco Catalano, brutalmente sconfessati e condannati dalla Sindaca Laura Castelletti.
I due consiglieri comunali, che pure fanno parte della maggioranza di centrosinistra, hanno espresso in un comunicato argomentato e rigoroso la loro preoccupazione e condanna per i continui limiti che la Questura di Brescia impone alla libertà di manifestare. Subito contro di essi si era scatenata la destra di Rolfi e compagnia, mentre la parlamentare meloniana Almici intimava alla sindaca di schierarsi con il Questore. Cosa che Laura Castelletti ha subito fatto.
“Come osate adoperare la carta intestata del Comune per posizioni che alimentano il conflitto e che io non condivido?”- è il pubblico rimbrotto che la Sindaca ha rivolto ai due consiglieri. Così la Giunta Comunale di Brescia, pare anche per la forte pressione del PD locale, uno dei più a destra d’Italia, e di Azione, che partecipa ai convegni dei neofascisti, si è totalmente schierata con il Questore.
Da tempo noi di Potere al Popolo abbiamo affermato che a Brescia comanda un Partito Unico degli Affari di cui fanno parte sia il centrosinistra che la destra. Questo partito unico si è schierato assieme- solo per dirne una- contro la solidarietà per la Palestina, facendo approvare in Consiglio Comunale quella vergognosa equiparazione tra antisionismo ed antisemitismo, che è alla base del progetto di legge liberticida presentato in Parlamento da Gasparri e Del Rio.
Ora la Sindaca si schiera con le misure repressive contro la libertà di manifestazione. A noi che la Sindaca sia un poco anche la Questora non stupisce, visto il divieto a manifestare in Piazza Loggia che continua ad imporre.
A questo punto però rivolgiamo una domanda diretta a tutte le compagne ed i compagni giustamente indignati per la stretta repressiva in città: non è ora di cominciare a costruire un’alternativa a questa Giunta, che nei momenti importanti sta sempre con la destra?
* da La Brescia del Popolo
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