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Il Carnevale torna popolare: a Calvairate nasce il comitato di quartiere “Calvairate a Piena Voce”

Ieri, 21 febbraio, nel quartiere popolare di Calvairate a sud-est di Milano, si è tenuto il Carnevale popolare organizzato dagli abitanti e dalle realtà sociali e associative del territorio, in concomitanza con il Carnevale secondo il rito ambrosiano, che nel capoluogo lombardo cade tradizionalmente una settimana dopo rispetto al resto del Paese.

In una città attraversata da un’offerta sempre più commerciale di eventi, la giornata di piazza Insubria ha rappresentato un’anomalia significativa: un’iniziativa gratuita, ad accesso libero e organizzata in maniera indipendente dalle forze che governano la città e i municipi.

Il cuore dell’iniziativa è stata Piazza Insubria, trasformata per l’occasione in uno spazio di socialità aperto. Laboratori, attività all’aperto e momenti ludici – rivolti prevalentemente a bambini e giovani ma capaci di coinvolgere anche gli adulti, che hanno animato il pomeriggio. Non solo intrattenimento: alcune proposte hanno sollecitato riflessioni collettive sul quartiere, interrogando i partecipanti su “la Calvairate che vorrei”, in un contesto segnato da assenze, criticità sociali e urbanistiche.

Calvairate resta infatti una delle zone di edilizia popolare lontane dalla vetrina della “city”, che in queste settimane è travolta dalle Olimpiadi Invernali. Un quartiere apparentemente marginale ma attraversato da interessi strategici, a partire dal progetto della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC), simbolo delle trasformazioni urbane in corso e da settimana scorsa nuova grana legale per l’Archistar Boeri e il suo collega Zucchi indagati per turbativa d’asta.

Il Carnevale popolare ha quindi assunto anche il significato di una presa di parola collettiva in una fase di forte pressione immobiliare e di ridefinizione degli spazi urbani.

Alla chiamata hanno risposto diverse realtà di quartiere e soggetti politico-sociali e nel corso della giornata non sono mancati riferimenti alla solidarietà internazionalista, con messaggi a sostegno di Cuba, Palestina e Venezuela, in continuità le mobilitazioni che hanno coinvolto anche Calvairate nei mesi autunnali, dallo sciopero generale del 22 settembre e del 3 ottobre e 28 novembre.

Il momento più simbolico è stato la sfilata del carro allegorico per le vie del quartiere. Sul carro, le figure del sindaco Giuseppe Sala e del “re del mattone” Manfredi Catella erano raffigurate mentre allungavano artigli sulla città.

Alla rappresentazione dell’unione degli interessi politico-speculativi si contrapponeva la “città pubblica”: una città che mette al centro la collettività, che respinge la subordinazione dell’interesse generale a quello privato e che rifiuta un modello di sviluppo fondato su cemento, sfruttamento ed esclusione.

Il corteo ha attraversato le vie popolari del quartiere, sostando davanti alla biblioteca storica di zona – che ha salutato il passaggio della sfilata – per poi rientrare in piazza Insubria, dove la giornata si è conclusa con un momento di restituzione collettiva.

L’appuntamento ha segnato anche un passaggio organizzativo: i promotori – singoli cittadine, cittadine e realtà associative – hanno deciso di formalizzarsi come comitato popolare di quartiere con il nome “Calvairate a Piena Voce”.

Il percorso era iniziato nei mesi scorsi, con una prima iniziativa in autunno per la Palestina, con il Carnevale popolare il coordinamento si è consolidato in una forma stabile, con l’obiettivo dichiarato di continuare a promuovere momenti di socialità e iniziative di riflessione sulle trasformazioni urbane.

In una Milano sempre più esclusiva ed escludente, Calvairate prova così a ritagliarsi uno spazio di protagonismo collettivo, rilanciando un’idea alternativa di città: accessibile, solidale, pubblica. Nuove iniziative, assicurano i promotori, sono già in cantiere.

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