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Milano. Rinviato a giudizio un carabiniere per morte di Ramy

E’ passato un anno e mezzo dalla morte di Ramy ElGaml durante un inseguimento dei Carabinieri.

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il carabiniere Antonio Lenoci, alla guida dell’auto che inseguiva lo scooter sul quale era a bordo Ramy, e per Fares Bouzidi, che guidava il mezzo in fuga.

L’incidente mortale è  avvenuto all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, dove l’auto dei carabinieri ha urtato lo scooter guidato da Fares. Nell’impatto, Ramy è stato sbalzato contro un palo del semaforo ed è stato poi travolto dalla vettura dei carabinieri che stava inseguendo lo scooter.

Secondo i magistrati, durante l’inseguimento Lenoci “avrebbe mantenuto una velocità e una distanza non adeguate a evitare un impatto, compiendo una manovra ritenuta imprudente, pur svolgendo un’azione legata al proprio dovere”, adottando una guida sproporzionata rispetto alla situazione. Anche perché la targa dello scooter, precisano, era già stata comunicata via radio. Gli vengono contestate anche le lesioni nei confronti di Fares.

Anche il guidatore dello scooter, Fares Bouzidi, è stato accusato di omicidio stradale in concorso. Secondo l’accusa, avrebbe contribuito all’incidente con una fuga pericolosa durata circa 8 chilometri, “senza patente, in alcuni tratti contromano e con velocità superiori ai 120 km/h”.

Nell’inchiesta risultano coinvolti anche altri sei carabinieri, accusati – a vario titolo – di depistaggio, favoreggiamento, e falso. In particolare l’accusa è rivolta ai due militari che hanno forzato un testimone a cancellare ben 8 video dell’accaduto.

Vengono denunciate inoltre le falsificazioni nel verbale di arresto di Bouzidi. Secondo l’accusa, alcuni militari avrebbero omesso di indicare l’urto tra i veicoli, attribuendo invece la caduta dello scooter a una perdita di controllo. Questa versione sarebbe stata smentita dalle ricostruzioni della Polizia Locale, dalle consulenze tecniche e soprattutto dalle immagini e dalle testimonianze disponibili. Sempre secondo i pm, non sarebbero stati riportati nemmeno dettagli rilevanti, come lo schiacciamento del corpo di Ramy, la presenza di un testimone oculare e le registrazioni effettuate da dashcam e bodycam durante l’inseguimento.

 

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