Non si ferma il terremoto dell’urbanistica che ha scoperchiato il sistema di malaffare nella gestione politica della giunta Sala. Gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada Lucia de Cesaris e il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone sono sotto inchiesta nell’ambito di una indagine della Procura sulla vendita dello stadio di San Siro per turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio finalizzate a favorire l’interesse privato sul pubblico.
Vendita che si è tra l’altro conclusa successivamente all’emersione delle inchieste perché Milano non si ferma di fronte a niente o, almeno, non si può fermare fintanto che non si toglierà finalmente il governo della città a chi ha reso possibile il saccheggio di Milano.
Per questo abbiamo da subito individuato nelle dimissioni di questa giunta l’unico possibile punto di partenza per un cambio di passo che non fosse solo simulato, mentre le dichiarazioni di intenti della sedicente opposizione interna alla giunta (così oppositiva che si è fatta garante della possibilità di Sala di proseguire il mandato!) sono funzionali esclusivamente ad una partita elettoralistica.
D’altra parte, anche sul caso San siro si è manifestata nel voto comunale la solita convergenza di centrodestra e centrosinistra, che dimostrano come sempre di condividere lo stesso modello di gestione affaristica e di avere la stessa idea di città, una città come terreno di conquista per i poteri privati e la speculazione internazionale sulla pelle di chi ci abita e soprattutto di chi è costretto ad andarsene perché non si può più permettere di viverci.
Il ritmo incessante con cui emergono le inchieste conferma un sistema che Potere al Popolo denuncia da anni e che pesa sulle spalle dei cittadini, le prime vittime di questa speculazione violenta: quartieri gentrificati, costo della vita sempre più alto, affitti alle stelle e case popolari vuote e fatiscenti.
Dallo stadio di San Siro ai cantieri per le Olimpiadi, da Porta Nuova ai nuovi progetti su Piazzale Loreto, la direzione di Sala, del Partito Democratico e dei suoi “tecnici” è stata sempre quella di favorire i massimi introiti per i potentati economici a scapito della cittadinanza, a costo di eludere la legge fino al tentativo smaccato di cambiarla per stroncare le inchieste (come è stato il caso della Salva-Milano).
Questa linea politica ha trasformato la città in un parco divertimenti per ricchi speculatori che sbarcano a Milano a moltiplicare i loro capitali, mentre la qualità dei servizi (trasporti, asili nido, servizi sociali) è in picchiata libera e la forbice fra quartieri ricchi e quartieri poveri (dove repressione, omicidi delle forze dell’ordine e sgomberi sono ormai all’ordine del giorno) aumenta a dismisura.
Una città ostaggio dei poteri privati e di una maggioranza ipocrita e compiacente. Milano deve essere restituita a chi la abita, a chi lavora e a chi studia e tutto questo non può che partire da una discontinuità reale e non solo mimata che mandi a casa chi si è reso responsabile e garante di un modello di sviluppo votato alla speculazione e al profitto
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