Apprendiamo dai giornali locali che i rappresentanti bresciani del M5S hanno chiesto al PD di essere accolti nella maggioranza che sostiene e ricandiderà a sindaca Laura Castelletti.
È un Campo ancora più Largo di quello nazionale, perché a Brescia un ruolo importante nella giunta comunale lo ha Azione, che a Roma si ritiene incompatibile con i Cinquestelle.
A Brescia sono tutti compatibili, compatibilissimi. La povera, ridicola destra cittadina fascioleghista ha davvero ben poco spazio. Il sistema di potere che ruota attorno al PD controlla tutto: la Confindustria e le associazioni imprenditoriali, CGILCISLUIL, le principali associazioni, ARCI, ACLI, ANPI etc.
Al centro di questo sistema ci sono Banche e grandi imprese, tra cui un ruolo crescente lo ha l’industria militare guidata da Leonardo. E naturalmente al centro del centro sta l’A2A, che a Brescia fa il bello e il cattivo tempo. Non si diventa sindaci della città senza avere il gradimento di questa azienda.
È il Partito Unico degli Affari che governa, come in tutta la Regione, e se in Lombardia e in qualche città è il centrodestra a rappresentarlo, a Milano, Bergamo e Brescia questo ruolo lo svolge il centrosinistra.
In realtà a Brescia il governo cittadino non ha nulla di sinistra, è solo un agglomerato centrista e conservatore.
In una città dove crescono vertiginosamente le diseguaglianze e il disagio sociali, dove la casa è sempre più un miraggio e gli sfratti sono la quotidianità, dove l’inquinamento è tra i peggiori d’Europa, insomma in una città dove le condizioni di vita della parte più povera della popolazione peggiorano, il Campo Largo è quello dove ristagna e affonda ogni proposta di cambiamento.
Anzi la giunta Castelletti reagisce ai problemi della città inseguendo la destra su legge e ordine. Hanno fatto un convegno sulla “sicurezza” che avrebbe fatto invidia a Piantedosi. Del resto la sindaca e la sua giunta si sono pubblicamente schierati con tutti gli interventi repressivi della Questura di Brescia e quando due consiglieri comunali hanno criticato il Questore, Laura Castelletti li ha pubblicamente redarguiti. A Brescia c’è uno dei PD più a destra d’Italia, per questo la destra formale ha poco spazio, comanda quella sostanziale.
E anche sulla questione palestinese, che ha visto in autunno e vede anche oggi una grande mobilitazione democratica a Brescia, la giunta Castelletti si è distinta negativamente. In Consiglio Comunale la maggioranza, assieme ai fascioleghisti, ha votato l’ ormia tristemente noto Documento IHRA, secondo cui in sostanza la lotta per la Palestina è antisemitismo, anticipando il vergognoso progetto di legge Gasparri- Del Rio approvato in Senato.
Così mentre un loro parlamentare si imbarca sulla Flotilla, mentre in città ci si prepara a manifestare il 18 maggio per la Palestina, i Cinquestelle bresciani si imbarcano con una delle giunte più filosioniste d’Italia. Hanno rinunciato a costruire un’alternativa al sistema di potere, pur essendo nati per questo. Certo i voti nel passato non sono stati molti, meglio avere i posti, avranno pensato.
Noi a questo non ci stiamo, noi non stiamo tutti insieme più o meno appassionatamente e nei prossimi mesi proveremo a costruire un’alternativa, assieme a chi non si rassegna a sprofondare nella palude del Campo Larghissimo Bresciano.
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