Venerdì 11 ottobre, ore 18.30, Casa del Popolo Estella, Via Martinetto 5
Nei giorni scorsi il DDL 1660, a firma Crosetto, Nordio e Piantedosi, è approdato in Senato con il numero 1236, dopo essere stato approvato alla Camera.
Questo disegno di legge, che rappresenta una feroce stretta repressiva fortemente voluta dal governo Meloni, non ha trovato alcuna opposizione nelle Commissioni e nelle Aule.
Del resto, proprio il centrosinistra nel tempo ha politicamente tracciato il percorso che avrebbe portato al DDL 1660 con la Turco-Napolitano, i decreti Minniti e la Renzi-Lupi.
Nello specifico, il nuovo DDL approfondirà i dispositivi repressivi contro i blocchi stradali (che divengono nuovamente reato penale), le manifestazioni contro le opere vagamente ritenute “strategiche” (per le quali si istruisce il distopico reato di “terrorismo della parola”), l’uso della cannabis light, oltre a prevedere la detenzione per donne in gravidanza o madri di neonati in caso di reato. Per non parlare della ipercriminalizzazione delle rivolte contro le condizioni disumane che si esperiscono dentro carceri e CPR, o del passaggio da casa a cella (da due a 7 anni) assicurato a coloro che decidono di usare il proprio corpo per opporsi a uno sfratto o a uno sgombero, in solitudine o in concorso con altre persone.
Inoltre, il ministro Piantedosi ha giustificato il DDL con la necessità di tutelare forze dell’ordine. Da qui l’introduzione delle bodycam sulle divise, la libertà di portare armi (anche private) fuori dall’orario di servizio, l’inasprimento delle pene per chi viene accusato di minaccia o lesione nei loro confronti e un anticipo di 10mila euro nel caso dovesse essere necessario difendersi in un procedimento avverso per azioni commesse in servizio.
Questo dispositivo repressivo a 360 gradi si inserisce in un contesto di guerra esterna e interna portata avanti dal governo, che con la repressione intende togliere spazio al conflitto sociale contro le politiche guerrafondaie e la prossima finanziare lacrime è sangue.
Per questo, continuando il percorso iniziato con le mobilitazioni del 24/6, il 19 ottobre le organizzazioni politiche sociali e i sindacati di base hanno indetto una giornata di mobilitazione nazionale per opporsi al del 1660.
A Torino ci vediamo in assemblea cittadina venerdì 11 ottobre alle ore 18.30 in Casa del Popolo Estella, in Via Martinetto 5, per costruire la mobilitazione anche nella nostra città.
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