La Val di Susa si è risvegliata sotto assedio. Ieri i blindati e le forze dell’ordine hanno invaso San Giuliano e Traduerivi in concomitanza con l’inizio del “Campeggio della Piana” che si sarebbe dovuto tenere sui terreni espropriati da Telt e in base ad una ordinanza prefettizia hanno istituito una “zona rossa” comunicata agli organizzatori all’ultimo minuto.
Da San Giuliano a Traduerivi, passando per i terreni di Farmacia Viva, un esercito di camionette e Digos hanno invaso strade e prati. A quel punto il campeggio non si è fatto intimorire e si è spostato a Venaus.
Quello che ne è seguito se da una parte ha del ridicolo, dall’altra è degno delle migliori dittature: in meno di un’ora, anche il nuovo campeggio è stato accerchiato dalla polizia e ai manifestanti è stato intimato di andarsene senza che esistesse però alcuna ordinanza per Venaus, ma con la scusa che il luogo sarebbe “evocativo” per via dei fatti del 25 luglio. Ovviamente i No Tav sono rimasti!
In mezz’ora è però arrivata un’aggiunta all’ordinanza che è stata estesa anche al territorio comunale di Venaus.
Era prevedibile che il ministro Piantedosi, il Questore e il Prefetto avrebbero fatto di tutto per salvarsi la faccia dopo la manifestazione di sabato.
Così di fretta e furia hanno scritto e pubblicato giovedi mattina, in meno di 24 ore, una ordinanza prefettizia – senza pubblicarla neanche sulle pagine della Prefettura, ma appendendola solo la mattina in loco – per vietare il campeggio libero in tutti i comuni di Bussoleno e Susa istituendo una grande zona rossa.
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