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Sardegna. “No ai Cpr, rompiamo il silenzio!”

La Sardegna è una terra di emigranti e ogni famiglia sarda conosce il peso del dover lasciare il proprio Paese e i propri affetti per cercare di costruire un futuro migliore in terre lontane.

Proprio per questo non possiamo accettare la costruzione di veri e proprie prigioni per chi ha come unica colpa quella di volere fare quello che ogni anno migliaia di giovani Sardi sono costretti a fare per scappare dalla mancanza di lavoro e di prospettive.

I Cpr, Centri di permanenza per il rimpatrio, oltre ad essere un vero e proprio abominio giuridico, sono una aberrazione etica, luoghi in cui anche chi non ha commesso nessun reato viene rinchiuso a tempo indeterminato spesso senza avere la possibilità di avere contatti con l’esterno, famiglie e avvocati compresi.

In un mondo in cui ogni merce può viaggiare senza nessun problema oltre qualsiasi frontiera, a milioni di persone viene negata l’opportunità di provare anche solo a provare di cercare di vivere in maniera dignitosa.

Crediamo che la nostra terra, che sta vivendo un lento ma inesorabile spopolamento indotto da un feroce colonialismo, non possa accettare strutture che cercano di celare il fallimento di un sistema annullando la dignità degli esseri umani che per colpa di quel sistema sono costretti a lasciare la propria terra.

E’ giusto combattere l’esistenza dei Cpr e per questo parteciperemo alla manifestazione che mira a rompere il silenzio e l’isolamento di chi si trova rinchiuso nel Cpr di Macomer.

Appuntamento sabato 30 ottobre alle ore 9 alla Stazione FS di Macomer, Piazza Due Stazioni.

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