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Muore uno studente di 17 anni a Catania: la scuola privata dei mezzi per il primo soccorso

In occasione dello sciopero generale della scuola indetto da USB e della mobilitazione nazionale di USB/Basta Alternanza, mentre le studentesse e gli studenti insieme alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola pubblica statale protestavano davanti al Miur contro le politiche governative sulla scuola, una tremenda notizia arrivava da Catania; da una scuola; dal liceo Principe Umberto: la morte di uno studente di 17 anni per arresto cardiaco.

Sembra, dalle notizie finora giunte, che lo studente, subito dopo il suo malessere, sia stato soccorso da un ambulanza del 118 non dotata di defibrillatore, mentre il mezzo successivo 118, seppur dotato di defibrillatore, abbia potuto solo constatare il decesso del giovane.

Se questi avvenimenti venissero confermati, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo: la scuola, che dovrebbe essere messa nelle condizioni di garantire le misure di primo soccorso, invece non lo è per il mancato funzionamento dei dispositivi necessari o addirittura per l’assenza degli stessi.

Tutto questo di fronte alla decantata “sicurezza” realizzata con pratiche autoritarie e repressive, a volte anche con l’intervento diretto delle forze di polizia dentro le scuole, mentre la stragrande maggioranza delle scuole  sono strutture fatiscenti, fuori da qualsiasi normativa antisismica. Scuole a cui non vengono destinati ulteriori fondi, neanche dall’attuale governo giallo/ verde. 

Governo che nei fatti riconferma la Buona Scuola di Renzi e che intende potenziare l’alternanza scuola lavoro, sotto la maschera di un finto cambiamento, così come chiesto dalla Confindustria e preteso dall’Unione Europea. Alternanza scuola lavoro che non solo “educa” gli studenti alla precarietà e allo sfruttamento, ma che è già stata causa di gravi incidenti “sul lavoro” ai danni di studenti e studentesse.

L’ USB esprime cordoglio e solidarietà alla famiglia del ragazzo deceduto e alle studentesse e agli studenti del liceo Principe Umberto di Catania, molti dei quali erano oggi in piazza a Rona. Chiede che sia fatta chiarezza sull’accaduto e auspica che la tragica vicenda di oggi sia di monito affinché tutte le scuole di ogni ordine e grado siano dotate dei dispositivi previsti per il primo soccorso, in nome di una sicurezza che sia reale.

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