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Catania, nel corteo del 25 aprile decisa e dura protesta nei confronti del PD

Si è  alzato forte il grido “FUORI IL PD DAL CORTEO”, quasi sin dalla partenza, da piazza Stesicoro, del corteo del 25 aprile. Un grido sempre crescente che ha caratterizzato la manifestazione anche in piazza Duomo dove i dirigenti dell’ANPI etneo hanno posto una corona di fiori in una targa che, all’interno del palazzo municipale, ricorda i partigiani catanesi caduti durante la Resistenza.

Qualche momento di tensione con alcuni rappresentati della Cgil  che avrebbero voluto che venisse abbassato il volume degli altoparlanti delle casse dell’amplificatore in dotazione al  nutrito e combattivo spezzone di corteo composto da Comitato Solidarietà Popolare-“Graziella Giuffrida”, Red Militant, Potere al Popolo, Spazi Sociali, Fronte della Gioventù Comunista, PCL, USB Scuola, Federazione del Sociale USB ASIA- Pensionati-Slang, spezzone di corteo che si trovava  a ridosso dello striscione di testa occupato da Anpi, Cgil, Pci, Prc, Sinistra Italiana, Sinistra Alternativa Comunista, Pmli e altri.

Prima della ripresa del corteo, alcuni manifestanti hanno dato fuoco con l’utilizzo di un fumogeno di due bandiere, quella degli USA e quella della Nato.

Raggiunta la piazza finale della manifestazione, la piazza Machiavelli, l’Anpi ha desposto una corona di fiori nella lapide che ricorda Graziella Giuffrida, la giovane insegnante catanese antifascista trucidata dai nazifascisti a Genova.
Subito dopo era previsto l’intervento al microfono dell’Anpi di Pina Palella, presidente Anpi di Catania, che aveva precedentemente preannunciato l’intervento di una rappresentanza della comunità ucraina, intervento che poi non c’è stato.

In effetti l’intervento della Palella c’è stato, ma sommerso per l’intera durata da slogan contro la guerra imperialista e la Nato. Principalmente c’è  stato il grido senza sosta di “FUORI IL PD DAL CORTEO” che non si è  mai fermato durante tutta la manifestazione.

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