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Messina. MSC, crocierismo, trasporti marittimi e il genocidio del popolo palestinese

Il porto di Messina sta per essere trasformato in uno dei principali hub del crocierismo nel Mediterraneo. Sono state affidate, per 21 anni, al colosso dei trasporti navali e della logistica marittima MSC (Mediterranean Shipping Company) le banchine su cui si affaccia il Palazzo municipale e distanti meno di 200 metri dalla Cattedrale e dal campanile con l’orologio astronomico più grande al mondo.

Con il fine dichiarato di far sbarcare presto nella città dello Stretto fino a un milione di “turisti” all’anno. L’hub crocieristico e il Polo militare navale sanciscono l’ennesimo saccheggio del territorio peloritano, ostaggio da mezzo secolo della falsa narrazione del Ponte come “volano di sviluppo” e della borghesia mafiosa locale e nazionale, con l’espoliazione di ogni forma di partecipazione decisionale da parte dei cittadini.

Un territorio che sarà ancora più depauperato dagli effetti del crocierismo di massa, quello selvaggio mordi e fuggi, ignobilmente impattante e inquinante.

Con l’aggravante, stavolta, che l’intervento estrattivista sul “locale” si interfaccerà con i crimini globali, a partire dal genocidio del popolo palestinese per mano delle classi dirigenti economico-finanziarie e militari israeliane, ben protette e alimentate a tutti i livelli internazionalmente.

Sì, perché proprio la MSC – Mediterranean Shipping Company è indicata come una delle società marittime più coinvolte nella logistica di guerra a sostegno delle forze armate di Israele, nella loro azione sanguinaria contro i palestinesi e tanti altri popoli mediorientali.

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