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Catania ha il “primato” nazionale della gioventù assorbita nel “NEET”

In Italia tocca a Catania il “primato” nazionale della gioventù totalmente assorbita nel “NEET”.

Il comune di Catania, nel Documento Unico di Programmazione (DUP), solo alcuni giorni aveva evidenziato questo “primato” nazionale che riguarda i giovani catanesi – nella città che ambiva ad essere la Capitale della Cultura 2028 – targato “abbandono scolastico, bassa istruzione, scarse opportunità lavorative, formazione non all’altezza dello stesso mercato del lavoro“.

Tutto ciò si sintetizza nell’acronimo inglese “NEET”, “Not in Education, Employment, or Training“, che in Italia indica i giovani, tra i 15 e i 29 anni, che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione professionale.

I dati sul tema diffusi in questi giorni dall’agenzia no profit Openpolis confermano che Catania “primeggia” fra i capoluoghi con il 35,4% della popolazione tra 15 e 29 anni in  questa condizionr.

“Ovviamente”, al centro di questa dura realtà ci sono i quartieri popolari, con San Cristoforo e Librino “in testa”, il controllo capillare e militare della mafia impone la pax sociale alimentata anche da aspettative dettate dalle promesse elettorali e dal clientelismo diffuso.

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