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Potere al Popolo sostiene Unione Popolare per un’alternativa alle comunali di Pisa

Venerdì si è svolta in piazza XX settembre a Pisa la conferenza stampa di lancio della coalizione tra Unione Popolare e Una città in comune per le prossime elezioni comunali del 14 e 15 maggio. Con candidato sindaco Francesco Auletta, l’alleanza vuole esprimere l’alternativa alla giunta di destra di Conti, così come al centrosinistra che da sempre è stato fautore di politiche antipopolari.

Il confronto tra Potere al Popolo e il Partito della Rifondazione Comunista ha portato alla decisione di impegnare Unione Popolare in questo percorso. Nel comunicato pubblicato online e inviato a diversi giornali locali, si legge che Potere al Popolo Pisa partecipa allo sviluppo ulteriore di Unione Popolare dentro questa coalizione promuovendo una città pubblica e comune.

È da quasi un anno che il nodo pisano di Potere al Popolo, così come avevano fatto i corrispettivi in diverse città metropolitane alle scorse comunali, esporre l’idea di “Città pubblica”. Una visione di Pisa che mette al centro le periferie e i settori popolari su cui sono stati scaricati i costi della crisi del capitale. Tale proposta va in direzione opposta.

I contorni della città pubblica presentati in diversi comunicati sono quelli di un governo cittadino che risponda concretamente ai problemi della casa, su cui Potere al Popolo interviene in quartieri come il CEP o in via Norvegia, a sostegno di Asia USB. Il potenziamento dell’edilizia popolare è un elemento centrale, contro la trasformazione dell’emergenza casa in un business per gli speculatori immobiliari.

Altro pilastro della proposta di Potere al Popolo è il rilancio della medicina territoriale, la lotta alle privatizzazioni e all’esternalizzazione dei servizi pubblici, con l’aumento dei costi e il peggioramento della qualità. Dalla gestione delle acque all’istruzione per l’infanzia, fino ai trasporti con grandi opere inutili che gonfieranno i profitti di PISAMOVER S.p.A., e avranno ripercussioni negative sull’ambiente e sulla vita dei cittadini.

Pisa è anche un centro nevralgico fondamentale, sia a livello civile sia a livello militare. L’aeroporto internazionale “Galileo Galilei” ha visto un feroce attacco al personale di terra, senza nessuna progettualità strategica sul nodo. Mentre le classi dirigenti sono contente quando si guarda il dito di una competizione interna tra gli scali toscani, la luna della riorganizzazione di tutto il trasporto aereo su pochi vettori continentali sulla base di direttive UE procede a discapito dei lavoratori.

L’aeroporto militare, in collegamento con la base a stelle e strisce di Camp Darby, è uno dei fulcri del dominio euroatlantico in tutta Europa. Due importanti mobilitazioni promosse da Potere al Popolo, l’anno scorso e quest’anno, hanno denunciato il ruolo di questo scalo nell’escalation promossa dalla NATO.

A fianco di queste infrastrutture anche la UE e il governo italiano vogliono porre un proprio presidio strategico, con la base dei carabinieri a Coltano. La lotta contro la militarizzazione del territorio qui diventa dunque parte di una lotta più generale e strategica, per rompere la catena della guerra imperialista e la possibilità di proiezione ed escalation da parte dell’Occidente euroatlantico. E verrebbero così liberate, come Potere al Popolo ricorda, sostanziose cifre dalle spese militari, da reindirizzare verso quelle sociali.

Potere al Popolo non dimentica anche che la città ha una popolazione universitaria di decine di migliaia di giovani, che cercano un futuro dignitoso. Non viene infatti risparmiata una dura critica all’Accademia, piegata alle esigenze del complesso militare-industriale. L’università e i centri di ricerca sono egemonizzati da Leonardo e dagli obiettivi della NATO, mentre Potere al Popolo vuole indirizzarli alla ricerca di base e allo sviluppo per migliorare le condizioni popolari.

Dietro le parole d’ordine della città pubblica c’è quindi una visione politica generale, di rottura con il modello attuale e di incompatibilità con i suoi rappresentanti politici. In Unione Popolare questi elementi programmatici hanno trovato una casa condivisa con altre forze, comuniste, progressiste, democratiche.

Ponendosi poi a fianco di Una città in comune, siamo di fronte a uno di quei processi ricompositivi di quelle forze di alternativa centrale in questa fase di crisi, economica e di egemonia della classe dominante. Una ricomposizione che passa anche da scadenze elettorali, ma che si realizza innanzitutto nelle lotte.

L’esempio concreto si vede proprio nel capolista di Unione Popolare, Stefano Teotino, dirigente sindacale USB nei servizi dell’igiene ambientale e membro dell’assemblea di Potere al Popolo. Ed è la continuità del conflitto, sindacale e politico, a poter sedimentare organizzazione nel blocco sociale degli sfruttati.

E nel proprio rafforzamento tali organizzazioni trovano la necessità dell’unità, per sviluppare un’opposizione all’altezza della crisi che viviamo. Partire dalla qualità della proposta politica per trovare su di essa le sinergie per la rottura. Potere al Popolo a Pisa lo ha capito bene, e l’ipotesi che portano in campo con Unione Popolare è un passo nella direzione giusta.

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