Nonostante il periodo natalizio e pre festivo il presidio / conferenza stampa promosso a Pisa da diverse realtà cittadine ha avuto un riscontro positivo, con la presenza di giovani, studenti, cittadini comuni ed esponenti di altre realtà, a partire dalla comunità palestinese, che ha contribuito con un importante intervento di condanna dell’operazione della magistratura italiana contro esponenti di spicco della ramificata rete di associazioni palestinesi operanti da decine di anni nel nostro paese.
Stiamo assistendo a un ennesimo attacco portato delle istituzioni italiane nei confronti del movimento di solidarietà alla causa del popolo palestinese.
Non entriamo nel merito dell’inchiesta giudiziaria, ma rileviamo come questa operazione di polizia, coordinata tra la magistratura italiana e i servizi di intelligence israeliani, sia stata ampiamente preparata da organi di informazione fedeli al governo che per settimane hanno lavorato per costruire il “mostro islamico” e per descrivere le associazioni palestinesi che operano in Italia come il nemico interno.
Dopo mesi di importantissime mobilitazioni in sostegno della giusta causa del popolo palestinese e contro le complicità del governo e delle istituzioni italiane con il genocidio, il governo e la magistratura hanno scelto la via della repressione più dura per screditare quel movimento che non solo ha messo sotto accusa le criminali politiche di Israele, ma anche le istituzioni del nostro Paese.
Questo grave episodio testimonia una volta di più il servilismo del nostro Paese al sionismo in quanto rappresentante dell’imperialismo occidentale in Medio Oriente, libero da decenni di commettere crimini in Palestina, così come qui in Italia.
Mentre si criminalizza la solidarietà in diversi modi, dal tentativo di equiparare l’antisionismo all’antisemitismo, all’incriminazione di diversi palestinesi in Italia, fino ad arrivare alle odierne accuse portate contro alcune tra le più importanti associazioni palestinesi in Italia, si fa di tutto per mantenere impuniti i responsabili del genocidio e i suoi sostenitori anche qui in Italia.
Il movimento di solidarietà con la Palestina ha però dimostrato di essere in grado di coinvolgere la maggioranza della popolazione del nostro paese, che più volte ha bloccato l’Italia per esprimere sostegno e vicinanza al popolo palestinese e alla sua resistenza.
Milioni di persone sono scese in piazza contro il terrorismo israeliano. Queste operazioni di criminalizzazione vogliono fermare quella forza che si è espressa nelle piazze. Non lo permetteremo, non dobbiamo permettere ad Israele di agire impunemente anche nel nostro paese.
Nei prossimi giorni saranno promosse altre iniziative che chiederanno l’immediata scarcerazione di tutti gli esponenti palestinesi costretti oggi nelle tristemente note carceri italiane.
Rete dei Comunisti, Cambiare Rotta, Potere al Popolo, Unione Sindacale di Base
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