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Fascisti “futuri” a Trieste, ma picchiatori subito

Angelo Lippi, fondatore di Futuro Nazionale Trieste, è l’autore dell’aggressione del 19 maggio alla giornalista di Trieste Cafè, causandole 5 giorni di prognosi.

Non solo i neonazisti del Veneto Fronte Skinhead e vecchi neofascisti, in viale XX settembre al loro fianco c’ erano anche alcuni esponenti della politica triestina.

La prova di questo sono le schiaccianti evidenze video e fotografiche che identificano in Angelo Lippi, ex consigliere comunale e fondatore di Futuro Nazionale Trieste, come l’aggressore della giornalista di Trieste Cafè.

Ma non solo, suo fratello, Gilberto Paris Lippi era presente durante la violenza neofascista a colpi di tirapugni, spranghe, cinghie e caschi. Una foto testimonia come abbia preso lo striscione dei manifestanti antifascisti, strappato dalle forze dell’ordine, per portarlo presso via Paduina.

Più tardi lo stesso striscione si troverà nelle mani del capoccia locale di CasaPound Trieste, già condannato per l’irruzione nel consiglio regionale del 2020.

Questi elementi gravissimi spiegano anche la celere presa di posizione dopo i fatti dei responsabili locali di Futuro Nazionale, ma anche di Roberto Vannacci. Il quale ha pubblicato un video dove ribalta la realtà accusando le antifasciste di essere gli aggressori “con spranghe e passamontagna”.

Questa è l’ennesima prova che le violenze neofasciste del 19 maggio siano state eseguite perlopiù da noti picchiatori, ma che i reali responsabili siano da individuare nella destra post fascista locale.
I neonazisti hanno potuto agire impunemente non solo grazie alla gestione colpevole della Questura, ma soprattutto grazie al clima di legittimazione di violenza e odio politico alimentato dai giornali e dall’estrema destra al governo nazionale e regionale.

link al post con le prove fotografiche: https://www.instagram.com/p/

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