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Kiev: la Nato punta sui neonazisti del Battaglione Azov

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Per accelerare e rendere effettivo il processo di integrazione delle forze armate ucraine nella Nato, si è deciso di procedere partendo dai reparti più agguerriti e “democraticamente” orientati dell’esercito di Kiev.

Nel Centro di istruzione e addestramento del battaglione neonazista “Azov” – inquadrato dal 2014 nella Guardia nazionale ucraina, prima come battaglione, poi come reggimento e infine quale reparto speciale di linea – è stata inaugurata ieri la prima scuola sottufficiali ucraina basata sugli standard Nato. Secondo il canale ucraino “112”, verranno qui addestrati, con preparazione fisico-psicologica speciale, 50 allievi del battaglione che tanta prova di sé ha dato contro i civili nel Donbass. “I combattenti verranno allenati”, specifica “112”, secondo un “programma completamente nuovo per l’Ucraina, orientato  sulle moderne azioni belliche e volto a rafforzare l’esercito ucraino”. Dopo un corso teorico-pratico di tre mesi, gli allievi sosterranno un esame, al termine del quale un gruppo di essi partirà direttamente per il Donbass, mentre gli altri rimarranno alla base in qualità di istruttori.

Il canale “112” non specifica chi siano gli addestratori che si stanno intanto occupando della preparazione di questa prima partita di neonazisti “Azov”. Pare sottinteso che, fra tre mesi, questi debbano prendere la strada di casa oppure quella del rientro al poligono di Javorov, dove ormai da quasi un anno istruttori della 173° Brigata aerotrasportata USA di stanza a Vicenza stanno addestrando i militari ucraini o, forse, quella del centro di addestramento Nato di Krtsanasi, in Georgia, inaugurato l’estate scorsa alla presenza del segretario generale Nato Jens Stoltenberg. In ogni caso, è evidente che l’insoddisfazione espressa dagli istruttori USA, per lo scarso spirito combattivo delle truppe ucraine, induca i responsabili Nato a puntare sulla formazione di elementi che, a partire dal loro “attaccamento” al Wolfsangel nazista e guidati da una “Assemblea nazional-sociale”, diano maggiore affidamento nelle campagne terroristiche a venire.

Fabrizio Poggi

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