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Calamità naturali? Intanto cancelliamo subito il Decreto Monti del 2012

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Ci sono le calamità naturali (terremoti, alluvioni, frane) e poi ci sono le calamità politiche. Una di queste è il decreto Monti del 2012 con cui lo Stato si deresponsabilizza totalmente dal pagamento dei danni dovuti alle calamità naturali e pretende le assicurazioni private su tutti gli stabili. Qui di seguito una nota esplicativa del Sole 24 Ore del 21 maggio 2012. Più sotto il link con il decreto approvato dalla Camera dei Deputati all’insegna delle misure di austerity.

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In caso di terremoto, alluvione, o di ogni altra catastrofe naturale, lo Stato non pagherà più i danni ai cittadini. Che, dunque, per vedere la casa o l'azienda ricostruita, avranno una sola strada: ricorrere all'assicurazione 'volontaria’. Così dice il decreto di riforma della protezione civile pubblicato sulla 'Gazzetta' del 16 maggio. E anche se il provvedimento prevede un regime transitorio a fini sperimentali, suona davvero come unatragica coincidenza il terremoto (oltre cento scosse, fino a 5.9 gradi della scala Richter)che a soli quattro giorni di distanza ha colpito l'Emilia, facendo sette morti, decine di feriti e migliaia di sfollati, distruggendo abitazioni e edifici storici.

La norma tra l'altro conferma anche 'tassa sulla disgrazia’, con un'unica differenza rispetto alle versioni precedenti: le Regioni non avranno più l'obbligo di alzare fino ad un massimo di cinque centesimi l'accise sulla benzina, ma avranno la facoltà di farlo.

Quella che doveva essere una norma per riordinare l'intero sistema di Protezione Civile e restituirgli l'efficienza in caso di emergenza che il commissariamento voluto da Tremonti gli aveva tolto, rischia dunque di rivelarsi una beffa per i cittadini. È vero che il provvedimento prevede già un «regime transitorio anche a fini sperimentali» e dunque non diventerà né immediatamente operativo – entro 90 giorni dovrà essere emanato un regolamento che stabilisce «modalità e termini» per l'avvio del regime assicurativo – né lo sarà, probabilmente, passati i tre mesi. Ma è evidente che si tratta del primo passo per mettere la politica di fronte ad un problema di cui si dibatte da anni: quello dell'assicurazione in caso di calamità, perché‚ lo Stato non è più in grado di fare fronte alle spese.

Il provvedimento, dunque, stabilisce che «al fine di consentire l'avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati» per garantire «adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione» dei beni immobili privati, «possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati». Entro 90 giorni dalla pubblicazione in “Gazzetta”, palazzo Chigi, di concerto con i ministeri dell'Economia e dello Sviluppo Economico e sentita la Conferenza Stato-Regioni e l'Isvap, dovrà emanare un regolamento, sulla base di alcuni criteri. Quali? Agevolazioni fiscali per chi si assicura e, appunto, «l'esclusione, anche parziale, dell'intervento statale per i danni subiti da fabbricati».

Certo è che non sarà un percorso di facile realizzazione. Innanzitutto perché‚ l'assicurazione su base 'volontaria’ sancisce, di fatto, la disparità tra cittadini che vivono in zone non a rischio e quelli che, invece, si trovano in aree sismiche o a rischio idrogeologico. Senza contare che le compagnie assicurative non stipuleranno polizze – o se le faranno i cittadini dovranno pagare cifre astronomiche – in quelle zone dove i rischi sono molto alti.

La conseguenza è una sola: si dovrà arrivare all'assicurazione obbligatoria per tutti con un costo che, secondo le stime dei tecnici delle varie amministrazioni dello Stato e delle stesse assicurazioni, dovrebbe essere attorno ai cento euro ad abitazione.

Ci si arriverà? È probabile, visto che il decreto stabilisce anche un altro elemento che va in questa direzione. La durata dello stato d'emergenza, cioè il periodo in cui è lo Stato a farsi carico di tutte le spese, può essere di 60 giorni con un'unica proroga di altri 40. Una decisione presa per evitare che, come è accaduto decine di volte nel passato, gli stati d'emergenza durino anni. Ma cosa succede al centunesimo giorno?

 

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6 Commenti


  • Roberto Mora

    L'art.2 del DL 59/2012 è stato soppresso dalla Legge 100/2012.

    Quindi l'esplicito disimpegno dello stato nel risarcimento dei danni ai fabbricati è stato annullato.

    Nella legge 100/2012 si fa riferimento però al Patto di Stabilità ed al suo rispetto.

    Non è proprio la stessa cosa ma almeno non è palese la mancanza sociale dello Stato.


  • Claudio Tomassini

    Confermo il post precedente, cancellate tutto prima di fare la pessima figura degli ignoranti o degli sprovveduti e/o improvvisati; pubblicare una notizia senza poi andare a verificare non è giornalismo.

    E quello che è peggio che in questo momento drammatico per il terremoto rischiate di confondere ancora di più la gente e non rendete un buon servizio al Paese.

    Vi prego, se avete dignità, cancellate la pagina chiedendo scusa per il malcaduto.

    Grazie,


  • Antonio

    "Certo è che non sarà un percorso di facile realizzazione. Innanzitutto perché‚ l'assicurazione su base 'volontaria’ sancisce, di fatto, la disparità tra cittadini che vivono in zone non a rischio e quelli che, invece, si trovano in aree sismiche o a rischio idrogeologico."

    E il problema quale sarebbe scusate?

    Perchè io, che ho comprato casa in una zona non sismica e non soggetta a inondazioni, dovrei pagare quanto uno che CONSCIAMENTE ha deciso di fregarsene?

    A comprare la casa in una zona sismica o a 15 metri da un fiume non vi ci ha costretti nessuno, quindi non vi lamentate. Prendetevi la responsabilità delle vostre cazzo di azioni per una volta nella vita.


  • fulgenzio

    sto cercando di informarmi sull'argomento (è difficilissimo trovare informazioni attendibili in rete…) potrebbe spiegarmi meglio? Grazie


  • Pietro

    Esiste una legge chiara che normi tale argomento?  Grazie 


  • Stefania

    Sono andata sul gazzettino ufficiale ma non si capisce nulla in merito al risarcimento dei danni provocati da calamità  naturali. l'unica cosa che ho capito è  che l'intensità del terremoto non influisce, per il resto non mi è  chiaro nulla. sono ignorante sulla materia se qualcuno sa darmi spiegazioni in merito ne sarei grato.  grazie

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