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Savona. La Lega si ispira alle leggi razziali

Le leggi razziali non sono un ricordo del lontano passato, ma del presente leghista. Per il momento non prevedono l’eliminazione fisica dei migranti, ma ogni cammino prevede un primo passo.

Nel consiglio comunale di Savona, la Lega ha presentato e fatto approvare, una mozione che differenzia l’entità della tari (la tassa sui rifiuti domestici, che ognuno di noi paga) in base alla provenienza etnica degli inquilini. Fin qui questa tassa era proporzionale al numero dei residenti, oppure in base all’utilizzo commerciale dell’appartamento (albero, b&b, casa vacanze, ecc).

A Savona, invece, si vuole far pagare di più a chi affitta a cittadini stranieri, equiparando la tassa con gli immobili commerciali.

Vi sembra complicato? Allora semplifichiamo (c’è di nuovo un ministero apposito): se a Savona affitti un appartamento a una famiglia “indigena” (italiana, insomma) paghi una Tari normale. Se invece l’inquilino dovessere essere un immigrato – non importa da quale paese – allora scatta l’aliquota “commerciale”, come fosse un alberghetto.

Per cercare di aggirare il detto costituzionale, il leghista “pensatore” ha stabilito che il numero “tipico” di inquilini in affitto dovrebbe essere un massimo di tre (“padre, madre e un figlio”, secondo un ministro dall’esordio infelice). Se diventano di più scatta la maggiorazione.

Nella quotidianeità savonese, spiegano da laggiù, gli appartamenti in affitto con più di tre inquilini sono quasi sempre proprietà di cooperative che ospitano migranti. Dunque si tratta di un provvedimento “mirato” con una certa sofisticatezza…

Poi, però, il rozzo che è in loro esce fuori da un’altra parte. Per esempio quando si fa riferimento anche ad una responsabilità penale a carico di chi gestisce i migranti, nel caso di atti illegittimi di questi ultimi. Con buona pace della responsabilità individuale prevista dal codice penale…

Non è il primo caso in Italia, visto che diversi comuni lombardi in mano alla Lega hanno approvato stronzate di questo tenore.

Ma qual’è il senso, la ragione politica, di una delibera del genere (se dovesse passare da “mozione” ad atto amministrativo con effetti pratici)? A noi, notoriamente fantasiosi, ne viene in mente solo una: scoraggiare “economicamente” l’ospitalità verso i migranti – che si può esprimere anche nella disponibilità ad affittare loro un appartmaneto, con regolare contratto e normale tassazione – e quindi incentivare il fatto che questi diventino tutti dei “senza dimora”.

Una volta buttati nelle strade, sul lungomare, sotto i ponti, infine, sarebbe facilissimo cominciare il tiro a segno – amministrativo, per carità! – per fermarli, processarli, espellerli, ecc. Insomma: creare un problema per poter dire che c’è un problema.

Leggi razziali da travet depressi, certamente. Ma sempre leggi razziali sono….

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1 Commento


  • andrea’65

    per un partito che annovera il primo AFRICANO eletto in Senato è veramente aberrante, poi voleva un ministro dal nome ebraico SAVONA, ma stiamo scherzando?

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