Nel momento stesso in cui si accetta che Israele debba esistere come “stato ebraico” a prescindere da tutto, si accetta implicitamente che non ci sarà mai pace in Medio Oriente. Perché Israele non può esistere nella sua forma attuale senza una violenza incessante.
Mostrate a un sionista una mappa in cui Israele non esiste come stato ebraico e una mappa in cui tutto il Medio Oriente è in fiamme tranne Israele, e poi chiedetegli di scegliere un futuro, e sceglierà sempre il secondo.
Questa è la visione del mondo intrinseca al sionismo. Una visione del mondo che non si dovrebbe menzionare nel dibattito pubblico sull’ideologia sionista. Non si dovrebbe parlare della folle e sanguinaria pulsione insita nel presupposto che Israele debba esistere come stato etno-nazionalista ebraico, a prescindere da quante persone debbano essere uccise per raggiungere questo obiettivo.
Ma questa è la realtà.
È un dato di fatto storico che Israele non possa esistere senza continue violenze e abusi. Non è una mia opinione, è un dato di fatto storico. Non è mai esistito uno Stato di Israele moderno che non abbia costantemente ucciso e maltrattato la propria popolazione autoctona e gli abitanti dei paesi limitrofi.
E naturalmente la tipica risposta sionista a tali critiche è quella di dare la colpa a tutti tranne che a se stessi. È colpa dei palestinesi, delle nazioni arabe, degli iraniani ecc., perché si sono rifiutati di tollerare l’imposizione da parte dell’Occidente di un nuovo stato etnico, calato su una popolazione preesistente che è diventata vittima di spostamenti di massa e apartheid non appena è stato creato.
Ma nessuno è mai stato in grado di fornirmi un argomento convincente sul perché gli abitanti originari della regione avrebbero dovuto accettare questo accordo. Non sono mai stati in grado di mettermi nei panni di un palestinese negli anni ’40 e di spiegarmi perché avrei dovuto accettare ciò che stava accadendo a me e al mio popolo.
Nessuno è mai stato in grado di fornirmi un argomento convincente sul perché i musulmani dell’Asia occidentale non avrebbero dovuto essere solidali con i palestinesi e la loro difficile situazione. L’unico argomento concreto che mi hanno mai dato è: “Avrebbero dovuto arrendersi e sottomettersi, perché questo era ciò che serviva affinché gli israeliani smettessero di ucciderli e maltrattarli“.
E questo è ancora l’unico argomento che hanno a disposizione, fino a oggi: che i palestinesi e i loro vicini debbano rassegnarsi e sottomettersi all’esistenza di questo stato di apartheid genocida, incastrato nella loro patria come una scheggia di vetro in un piede.
Ma il fatto è che non si sono arresi e sottomessi. Molti arabi lo hanno fatto per puro istinto di sopravvivenza, ma molti altri no. Potete dirmi che avrebbero dovuto arrendersi e sottomettersi, ma questo significa solo discutere con la realtà. Non è una soluzione, è solo lamentarsi dell’inevitabile.
Ed è a questo punto che ci troviamo oggi. Israele e i suoi alleati massacrano esseri umani in tutto il Medio Oriente, creando innumerevoli orfani di guerra che, naturalmente, cresceranno desiderando una violenta vendetta. Generazione dopo generazione, Israele genera la violenza da cui finge di difendersi, tutto perché è stato deciso che deve esistere uno “stato ebraico” nella Palestina storica, a qualunque costo.
E ai sionisti va bene così. Non gli importa se l’intero Medio Oriente si trasforma in un oceano di fuoco, purché gli israeliani continuino a ballare al ritmo della loro musica elettronica nel bel mezzo del caos.
Ecco cosa significa davvero lo slogan “Israele ha il diritto di esistere”. Significa che Israele e i suoi alleati hanno il diritto di mantenere il Medio Oriente in uno stato di guerra perenne, e la prova più convincente a sostegno di questa tesi è che alcuni uomini morti si sono inventati delle cose e le hanno messe per iscritto in un libro migliaia di anni fa.
A un certo punto bisogna ammettere che questo è uno status quo psicopatico che non può essere tollerato e che chiunque lo sostenga è complice dello spargimento di sangue.
Lo stato di apartheid etno-nazionalista di Israele deve essere smantellato. Le varie obiezioni religiose a questa affermazione devono essere ignorate come capricci infantili di adulti che credono a sciocche favole. È necessario instaurare uno status quo radicalmente diverso, dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo. Perché l’alternativa è un Medio Oriente che vive in uno stato permanente di violenza e caos incessanti.
* dal suo Substack
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