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Fiumicino. I poteri forti scatenano i loro alleati per il raddoppio dell’aereoporto

Dopo che i poteri forti si sono scatenati nei giorni scorsi, acquistando interi paginoni sui principali quotidiani, per fare pressione sul Governo, affinché approvi  il Contratto di programma ENAC-AdR  (con il relativo  aumento delle tariffe aeroportuali ) dando così il via raddoppio di Fiumicino, e dopo che si è diffusa la notizia che il Governo, nella persona del Ministro dell’Economia Grilli, sarebbe intenzionato a non approvare il Contratto, ora sono giornalisti e politici, (oltre naturalmente agli investitori di Gemina) che si affannano ad esercitare pressioni sul Governo.

Certamente costoro parlano senza sapere come stanno veramente le cose.  Anche senza  avere a cuore i 1200 ettari di Riserva Naturale del Litorale Romano che se ne andrebbero in fumo, e infischiandosene degli espropri ai quali sarebbero sottoposte  aziende e famiglie e di un conflitto d’interesse grande come una casa, il Progetto di Raddoppio è tale da consigliare maggiore prudenza a chi vuole sostenerlo.

Per esempio, dovrebbe sollevare qualche dubbio la gestione fallimentare dell’aeroporto di Fiumicino da parte di AdR (di cui le cronache giornalistiche non smettono di informarci). Ma ancora di più genera gravi sospetti la situazione a dir poco opaca sull’utilizzo da parte di AdR dei finanziamenti pubblici già ottenuti per opere che, come se niente fosse,  sono state nuovamente incluse tra quelle da fare. In tale senso si veda la denuncia che il Comitato FuoriPISTA ha pubblicato in un recente Comunicato stampa che riprendeva peraltro il contenuto di una lettera inviata al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro dell’Ambiente. Qualche giornalista lamenta che la mancata approvazione impedirebbe ai finanziamenti dei privati di arrivare a buon fine, ma se si fanno quattro conti risulta che a pagare sono sempre i cittadini: dopo dieci anni,mantenendo costante il numero dei passeggeri  (25 milioni/anno) paganti (8.5 euro) ad imbarco otteniamo la modesta cifra di circa 2,2miliardi di euro. Da cittadini ora ci domandiamo: dove sono i tanto decantati investimenti privati?.Dove sono questi investitori che corrono il rischi d’impresa? Tutti sono capaci di fare gli imprenditori, saccheggiandole tasche dei passeggeri”.

A dire il vero, ci piacerebbe proprio che si tenesse un po’ più presente l’opinione della popolazione che sul territorio ci vive e che subisce già ora i danni alla salute della vicinanza ad una aeroporto che rispetto all’inquinamento acustico ed atmosferico è già oggi fuori norma. E se non si vogliono ascoltare i cittadini residenti e i Comitati locali che sono scesi in piazza numerosi contro il Raddoppio solo tre giorni fa in una bellissima e riuscita grande manifestazione a Fiumicino, si dia retta alle Associazioni ambientaliste che da Italia Nostra a Legambiente, dal WWF al Fai e alla Lipu, ecc.  sono scese in campo già da tempo segnalando i pericoli che una cementificazione di milioni e milioni di metri quadrati di territorio  segnerebbe una perdita di enormi proporzioni per l’ Agro romano.

E se non bastasse ancora, si potrebbe dare maggiore credito alle forze politiche (PD, SEL, IDV, Federazione della Sinistra, SE)  che si sono già espresse, sia a livello locale  che sul piano nazionale – e delle quali come Comitato FuoriPISTA abbiamo dato nel tempo ampia comunicazione – contro l’ipotesi di un raddoppio e di un Progetto che tra le varie incongruenze prevede tra l’altro un aeroporto con ben sei piste di atterraggio e una sola di decollo: a meno che tale curiosa conformazione non risponda allo scopo di trattenere un po’ di passeggeri a Roma o, ancora meglio, nei duty free e nei centri commerciali del nuovo Fiumicino 2.

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