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Università della Calabria. Report dall’assemblea


L‘assemblea di studenti tenutasi il 22 marzo in aula p2 occupata dell’Università della Calabria ha discusso importanti tematiche riguardanti lo stato dell’offerta didattica all’interno del nostro Ateneo. In questo filone si inserisce la petizione promossa al fine di ottenere una calendarizzazione delle sessioni d’esame adeguata ai bisogni degli studenti. Petizione su cui teniamo a fare chiarezza. Questa raccolta firme, che abbiamo già presentato a diversi Consigli di Corso di Laurea, ha come ulteriore interlocutore il Senato Accademico. Si cerca, come singoli studenti che si interessano del le condizioni del proprio sistema della formazione, di focalizzare la discussione di questo organo dell’UniCal su una istanza importante.

Dalla riunione, sintesi di una serie di incontri tra studenti, è emerso che questo sia solo un aspetto della confusione che regna all’Università della Calabria. Infatti, i disagi per gli studenti si moltiplicano, soprattutto dopo l’applicazione dell’ultima riforma Gelmini che modificava la struttura portante dell’Ateneo. Crediamo che sia importante su questo punto la trasparenza dei processi decisionali, il confronto e una ampia partecipazione degli studenti agli organi responsabili dell’amministrazione.

Laurearsi in una sessione piuttosto che in un’altra non è indifferente. Se la permanenza non prevede l’accrescimento di conoscenze e capacità, causa problemi a livello economico e ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro. Non possiamo essere superficiali riguardo l’organizzazione dei corsi e degli esami della nostra Università Pubblica. Un appello piuttosto che un altro può significare la permanenza infruttuosa di uno o due anni in più nel Campus.

L’argomento della partecipazione degli studenti alla organizzazione della didattica è storicamente importante. Si manifesta ogni anno in maniera sentita e partecipata da parte degli studenti fuori corso, la necessità di una seconda sessione di appelli straordinaria in primavera che funga da intermedio tra la sessione invernale e quella estiva. L’importanza dell’istituzione di una sessione straordinaria primaverile si palesa quando ogni anno, giungono a professori, segreterie ed organi istituzionali numerose domande da parte degli studenti di almeno un appello d’esame nel mese di aprile. È dato di fatto che in passato, i consigli di alcuni corsi di laurea, in accordo
con le vecchie Facoltà, si siano adoperati per la modifica del proprio calendario accademico.
A differenza di altri anni, riconoscendo l’interesse comune in una più adeguata organizzazione dell’offerta formativa, partecipata anche da studenti, abbiamo sentito l’esigenza di unirci, superando anche gli storici steccati che separano diversi Corsi di Laurea, e costruire una strategia comune per essere parte attiva di un processo che ci riguarda da vicino: quello del sistema della formazione pubblica. Non riteniamo che le responsabilità di chi amministra, nei confronti di tale questione, possano essere demandate per noncuranza alla buona volontà di quei professori più sensibili alle esigenze degli studenti.

Le situazioni di disparità che si vengono così a creare sono inaccettabili. La ristrutturazione dell’Offerta Formativa della nostra Università che viene imposta dalle ultime misure di riforma ministeriale a riguardo mettono in crisi la condizione del sapere pubblico di questo Ateneo. Solo il confronto può permettere di superare questa emergenza. Vediamo chiaramente gli effetti del modello “verticale” che fino ad ora è stato utilizzato.

Facciamo appello ai diversi soggetti di questa Università per sottoscrivere questa raccolta firme e accoglierne le richieste. Abbiamo deciso di non continuare in questo clima di silenzio e discrezionalità e quindi, iniziando con questo gesto, crediamo che sia importante rendere “partecipata” la partita che porterà l’approvazione dei calendari accademici e del manifesto degli studi.

Rende, 25 marzo 2013

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