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Radio Vaticana consapevole di essere nociva per la salute pubblica

La ormai ventennale vicenda che riguarda le antenne di Radio Vaticana a S.Maria di Galeria e la popolazione che ha la sfortuna di vivere intorno a quell’impianto si arricchisce di un nuovo, fondamentale capitolo: la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti depositato le motivazioni della sentenza con cui lo scorso 24 febbraio ha respinto il ricorso presentato dalla difesa degli imputati, confermando la prescrizione del reato di ‘getto pericoloso di cose’ come pure il diritto dei cittadini di Cesano ad essere risarciti.

Con la sentenza n° 23262 la Suprema Corte ha accertato il “carattere permanente ed invasivo delle molestie” determinate dall’emissione delle onde elettromagnetiche dell’emittente, come pure “la consapevolezza” del cardinale Roberto Tucci, direttore della emittente vaticana dal 1985 al 2001, e di Pasquale Borgomeo, l’altro responsabile nel frattempo deceduto.
I giudici hanno sottolineato come “attraverso una ricognizione che eccede volutamente i confini temporali della contestazione penale per meglio significare con il criterio del ‘prima’ del ‘durante’ e del ‘dopo’ il carattere permente e invasivo delle molestie, ha richiamato circostanze oggettive suscettibili di provare il carattere indubitabile, intenso e disturbante delle emissioni di onde, registrate per la loro intensita’ e rivelate oggettivamente da risonanze le più insolite e insospettabili in ordinari strumenti del vivere quotidiano diventati (in connessione con la intensità delle immissioni moleste), anomali e incontrollabili apparecchi di ricezione e amplificazione”, praticamente confermando la tesi la tesi della Corte d’appello di Roma del 14 ottobre 2009.
Molto interessante anche il passaggio riguardante la “consapevolezza” dei due responsabili di Radio Vaticana accertata, dice la Cassazione, “con adeguato richiamo di documenti relativi alla eccezionale potenza degli impianti di trasmissione, alle pubbliche manifestazioni di disagio portate da singoli cittadini o da associazioni di cittadini anche mediante l’uso di mezzi di comunicazione di massa, alle lamentele espresse con lettera inviata da un gruppo di cittadini costituito in comitato, direttamente al Pontefice (ed evasa da un ufficio del Vaticano)”. Sempre nelle motivazioni oggi presentate, la Cassazione chiarisce che la Corte d’appello della capitale “ha fornito compiuta e logica motivazione circa le responsabilita’ proprie del Tucci e del Borgomeo per ragione degli specifici incarichi ad essi attribuiti e dei poteri a quegli incarichi correlati”, come pure “logica motivazione circa il tempo nel quale gli incarichi e le responsabilita’ appartenenti ai due imputati coincisero con la causazione di molestie per effetto delle trasmissioni della Radio Vaticana”. “Compiuta” e “logica” é anche la valutazione sulla consapevolezza di Tucci e Borgomeo in relazione alla entità della molestia arrecata e la diffusione del disturbo arrecato”, e c’é pure il “riscontro oggettivo dell’esistenza delle molestie e del ruolo svolto dai due imputati che, pur responsabili delle emissioni della Radio, non ne dismisero la produzione”.  Infine, è stata “compiuta e logica anche la motivazione circa il superamento dei valori di attenzione delle emissioni prodotte” ed é stato riscontrato anche il superamento” delle emissioni stesse “con la evidenziazione di fenomeni eccezionali e abnormi di risonanza e amplificazione”.
La vicenda di Radio Vaticana in primo grado si era conclusa con la condanna del cardinale Tucci e dell’altro responsabile Pasquale Borgomeo a dieci giorni di reclusione per il reato di ‘getto di cose pericolose’. La prescrizione del reato per decorrenza di termini era stata decretata dalla Corte d’Appello della capitale il 14 ottobre 2009 su rinvio della Cassazione.
Novità importanti anche per quel che riguarda il secondo filone d’inchiesta, quello per “omicidio colposo plurimo”: martedì scorso i rappresentanti del comitato “Bambini senza Onde” di Cesano hanno consegnato all’ufficio del pm Stefano Pesci le cartelle cliniche di nove nuovi casi di leucemia e linfoma raccolte tra i cittadini residenti nell’area colpita dalle emissioni dell’impianto di Radio Vaticana, che si vanno ad aggiungere a quelle presentate negli ultimi mesi dal Coordinamento dei Comitati di Roma Nord. Si tratta di nuove evidenze, successive a quelle verificate dal dottor Andrea Micheli nell’indagine epidemiologica definita “Studio Marconi”, una perizia richiesta dal Gip Zaira Secchi volta a verificare l’esistenza di un nesso causale tra emissioni elettromagnetiche del centro radio di S. Maria di Galeria e i molti casi di malattie del sistema emolinfopoietico registrate nelle aree limitrofe alla struttura. Lo studio, terminato nel luglio del 2010, evidenziava nelle sue conclusioni “una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di morte per leucemia”, ed una “una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini”. I casi analizzati dalla perizia vanno dal 1997 al 2003: anche questo processo è a rischio di prescrizione. Le cartelle cliniche presentate dai comitati potrebbero convincere il Pm ad evitare questa possibilità, e comunque verificano drammaticamente che intorno al centro trasmissione di Radio Vaticana il rischio di ammalarsi di tumore a causa di quelle antenne è ancora troppo alto, nonostante le rassicurazioni anche recenti da parte di padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, che in un’intervista pubblicata qualche giorno fa sul Corriere della Sera ha comunque fatto riferimento ad un possibile depotenziamento dell’impianto: scelta tecnica o tacita ammissione di colpa?

* Giornalista di Radio Città Aperta, coautore del libro “La bomba atomica” dedicato alla vicenda di Radio Vaticana

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