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La Valle del Sacco si “rifiuta” di morire inquinata

Nonostante la pioggia l’affluenza dei cittadini, tra i quali moltissimi giovani e mamme con bambini, la manifestazione lanciata dalla campagna “Rifiutiamoci” della Valle del Sacci, è stata particolarmente significativa.
Un corteo vivo e partecipato da duemila persone,  ha percorso sabato 29 Novembre pomeriggio,  le strade di Colleferro. La manifestazione è stata indetta dai Comitati e dalle Associazioni promotrici della campagna “RIFIUTIAMOCI – NO TBM a Colleferro!”.  Da  molto tempo nei territori a sud di Roma, le diverse comunità locali si stanno opponendo ad un vero e proprio biocidio che avvelena le persone e inquina i territori. Con l’arresto del “re della monnezza”, Cerroni, si pensava che si stava chiudendo un capitolo nero della gestione dei rifiuti, ma non è stato così. Purtroppo si sta continuando a pianificare e distribuire discariche e inceneritori in tutta la provincia di Roma. Mentre alcuni Comuni hanno attivato la raccolta differenziata, la Giunta Zingaretti continua a investire risorse pubbliche in impianti nocivi che diffondono veleni come il monossido di carbonio, le nano-polveri e la diossina, letali per la salute dei cittadini.

Il corteo partito dalla Via Carpinetana è stato aperto dallo striscione “RIFIUTIAMOCI”, a seguire “chi governa facendo ammalare se ne deve andare dalla politica”, “stop impianti inquinanti: + 79% malattie polmonari”, “la più grande bonifica da fare è al Comune e al Consiglio Regionale”, “I crimini contro la vita li chiamano errori”, “Copriranno di fango persino i pianeti”, “NO TBM”.

Hanno sfilato con la fascia tricolore, i sindaci di Anagni, Paliano, Montelanico, Gorga, Carpineto Romano, Segni. Assente il sindaco e la maggioranza di Colleferro, favorevoli al TBM. Presente anche una delegazione di alcuni istituzionali del M5S, tra cui i parlamentari Federica Daga e Luca Frusone, la consigliera regionale Silvana De Nicolò.

Molte realtà territoriali presenti: la sez. ANPI di Genazzano, mentre l’ANPI di Colleferro è stata impegnata con il servizio d’ordine, bandiere dell’Unione Giovani Indipendenti e di Libera, la Consulta le Donne, il Comitato Residenti Colleferro, Retuvasa, il Laboratorio Comune, gli studenti del Liceo Marconi, il Comitato Alternativa Sostenibile, l’Oratorio Centro Giovanile Don Bosco, il Comitato Rifiuti Zero di Fiumicino, No Inc di Albano, Ross@ di Roma e Lazio,

Durante il corteo  si sono raccolte le firme in calce alla petizione popolare per chiedere al Comune di Colleferro l’indizione del referendum consultivo per l’abrogazione delle delibere inerenti l’impianto di Trattamento Biologico Meccanico (TBM). Sono state già raccolte oltre 1.500 firme e al banchetto i cittadini facevano la fila. Chiudeva il corteo un’apetta con sopra una ragazza che intonava rime ironiche contro le nocività degli inceneritori, del biogas e del TBM.  

Dai microfoni, a conclusione della riuscita manifestazione, gli organizzatori hanno affermato che questo è solo l’inizio della lotta che andrà avanti fino a quando il sindaco Cacciotti e il Presidente della regione Lazio, Zingaretti, non revocheranno le delibere nocive per la salute di tutte/i.

 

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