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E’ morta Anna, la compagna di vita e nei pensieri di Pasquale Abatangelo

Ieri è morta Anna, la compagna di tutta vita di Pasquale Abatangelo, ex prigioniero politico dei Nap prima e delle Br poi, che aveva dato il titolo al recente libro curato dallo stesso Abatangelo: “Correvo pensando ad Anna”, uno dei libri più belli e onesti scritti sugli anni della lotta armata, delle rivolte nelle carceri e la vita nelle carceri speciali nel nostro paese. Qui di seguito il ricordo dedicato ad Anna:

Ciao Anna, ci mancherai…

Oggi 24 gennaio 2018 alle ore 12,30, Anna se n’è andata. Ci ha lasciati dopo aver lottato a lungo con tutte le sue forze contro la terribile malattia che le era stata diagnosticata diciannove mesi fa, ma che l’aveva aggredita già da alcuni anni senza mai manifestarsi. E’ morta a casa sua, nel suo letto, dopo un’atroce agonia durata una settimana, trascorsa sotto sedazione.
Da oltre un anno, Anna viveva inchiodata nel suo letto, soffrendo senza mai lamentarsi. Da vera combattente ha affrontato a viso aperto la sua tremenda malattia. Lo ha fatto senza paura, senza piangersi addosso, con tanta, tanta dignità, fino in fondo, come ha sempre fatto nella vita, pur sapendo che questa volta combatteva la sua ultima battaglia.
Con lei noi perdiamo una moglie, una madre, una sorella, un’amica, e una compagna meravigliosa.
Anna era una donna che amava la vita e odiava i funerali, non le piacevano gli addii, e quando doveva porgere l’ultimo saluto alle persone amate, con le quali aveva condiviso tutto, dalle lotte ai sogni, preferiva salutarle con un CIAO o un ARRIVEDERCI.
Gli ospedali non le piacevano e aveva scelto di confrontarsi con la malattia a casa sua. Voleva morire nel suo letto, assistita dalle persone a lei più care. E così è stato.
Adesso che lei non c’è più, saremo in tanti a sentire la sua mancanza. Ed io, malgrado il dolore che mi opprime il cuore, non posso esimermi dal ringraziare, anche a nome suo, tutti quelli che in questa battaglia sono stati al suo fianco, tutti quelli che le hanno voluto bene e i tanti compagni, amici e conoscenti che in questi diciannove mesi di malattia le hanno manifestato affetto e solidarietà.
Ringrazio di cuore anche i medici e gli infermieri dell’ANT, per l’assistenza domiciliare gratuita che le hanno prestato sia di giorno che di notte, con tutte le competenze necessarie a garantirle un’assistenza medica specialistica di livello ospedaliero.
Anna, che è sempre stata coerente con se stessa fino alla fine dei suoi giorni, ha scelto di essere cremata e non vuole essere oggetto di alcuna cerimonia funebre. Soprattutto non vuole che sia esposto pubblicamente il suo cadavere deturpato e torturato dalla prolungata malattia. Lei vuole essere ricordata per come era da viva.
Sulla sua bara non vuole fiori e desidera che i soldi destinati al loro acquisto siano tutti donati alla Fondazione Ant.
E’ possibile farlo anche con un versamento bancario intestato a:
FONDAZIONE ANT Italia ONLUS
IBAN IT/57/N/06385/02563/07400000800P
(Aggiungendo eventualmente nella causale il motivo della donazione).
Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che la omaggeranno con questo gesto di solidarietà.
Col sangue agli occhi e a pugno chiuso.

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