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Il Patto Molotov-Ribbentropp spiegato per bene…

Anniversario che i falsificatori della Storia usano per la politichetta quotidiana, così come i loro predecessori. Il prof. Barbero lo spiega e racconta in modo preciso. Disintossicatevi un po’….

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5 Commenti


  • Maurizio Disoteo

    Proprio così. Tra l’altro, Mao Tse Tung, in una sua intervista, parlò proprio della guerra con il Giappone come ragione del patto Molotov-Ribbentrop (tale intervista si trova nelle Opere Scelte delle E.LE. di Pechino)


  • Paolo Henrici

    Verissimo che Stalin aveva buoni motivi per fare il patto con Hitler. Mi lascia perplesso però il fatto che il patto non fosse solo di non aggressione, ma prevedesse la spartizione della Polonia. Le motivazioni dell’Urss non erano affatto solo difensive, per cui il discorso della convergenza tra paesi totalitari è meno sbagliato di quanto sembra.


    • Redazione Contropiano

      Trasformare un accordo diplomatico mirante soprattutto a “prendere tempo” – Hitler non ha mai nascosto l’intenzione di impadronirsi di gran parte dell’Est europeo, considerando dosprattutto gli slavi untermencchen – in una “sintonia ideologica” è esattamente la bufala che lo storico Barbero (che non è “dei nostri”, ma un apprezzato accademico in grado farsi capire anche in televisione) si è incaricato di smentire con argomenti da storico (fonti e documenti, non pensate di editorialisti un tanto al kilo).
      Smetti di leggere Repubblica, è un giornale della famiglia Agnelli…


  • pierluigi

    Finalmente la verità storica viene a galla da parte di uno studioso onesto;MAI è stata citata neanche a “sinistra”la guerra in Mongolia contro l’aggressione giapponese all’URSS,figlia della alleanza fatta da Giappone,Italia e Germania qualche anno prima in concomitanza delle sanzioni propugnate contemporaneamente da USA,Francia,Inghilterra…..comminate a Giappone da una parte e Germania e Italia dall’altra;come ebbe a dire Tucidide nella guerra del Peloponneso chi inizia la guerra non è detto che sia responsabile della guerra stessa…


  • Mario Galati

    Chi parla di patto per la spartizione della Polonia non sa quello che dice. Tralasciando pure la questione della genuinità dei protocolli aggiuntivi segreti al patto, essi prevedevano soltanto i limiti delle rispettive “sfere di influenza” dei contraenti, clausole normalissime e diffuse da sempre nei trattati internazionali che non scandalizzano nessuno. Dunque, la sfera di influenza sovietica era posizionata sulla linea Curzon, linea violata in precedenza dalla Polonia, la quale, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, aveva aggredito lo stato sovietico e gli aveva strappato i territori di confine (tra cui Bielorussia e parti dell’Ucraina, oggetto ancora delle attuali mire polacche, come si vede dal ruolo della Polonia di fomentatrice dei disordini bielorussi. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il vittimismo polacco ricorda quello del lupo sulla sponda alta del fiume nei confronti dell’agnello sulla parte bassa). Il recupero di questi territori rappresentava semplicemente un ritorno ai confini legittimi dell’Unione Sovietica. Ma, in ogni caso, sfera di influenza sovietica su quei territori non significava riannessione, bensì che la Germania non poteva spingersi in quel cuscinetto di interesse sovietico. Ma Hitler non rispettó il presunto protocollo aggiuntivo, tanto è vero che si spinse oltre (questo è uno dei motivi per dubitare della loro autenticità). Così, l’Unione Sovietica dopo quasi 20 giorni dall’invasione hitleriana della Polonia, fu costretta ad entrare nei territori liberi adiacenti e bloccare il dilagare nazista. Si osservi che l’Unione Sovietica entrò in Polonia dopo un largo lasso di tempo dall’invasione nazista, segno che non c’era alcun accordo per spartirsi la Polonia, e vi entrò quando lo stato polacco non esisteva più, poiché anche il suo governo era stato arrestato in Romania. Secondo il diritto internazionale, tecnicamente l’Unione Sovietica non invase alcuno stato straniero, che in quel momento non esisteva, ma ha occupato solo territori. Qualcuno pretende che l’Unione Sovietica non si difendesse e lasciasse avvicinare i nazisti ai suoi confini?

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