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“Facciamo la guerra per proteggere i civili!”

La nostra opinione pubblica democratica ci cade sempre, per poi riprendersi – sempre più a fatica – ogni volta che la guerra concreta, quella fatta anche dai “nostri ragazzi”, ci mette davanti a qualcosa di completamente diverso.

Grazie allo Spiegel, e al gusto macabro di alcuni macellai in divisa ansiosi di immortalare la propria capacità di ammazzare, possiamo vedere alcune delle scene “vere” di una guerra giustificata come “igiene del mondo”.

 

 

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Segue la traduzione dell’articolo del Der Spiegel, fatta dal sito Dagospia.

 

traduzione dallo “Spiegel Online” Soldati americani ammazzano civili afghani per gioco

Gli Stati Uniti e la NATO sono preoccupati per come il mondo reagirà alla pubblicazione delle immagini che sono la prova degli omicidi commessi dai soldati americani in Afghanistan. Le immagini sono apparse nell’ultima edizione dello Spiegel, uscita in edicola lunedì.

Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha già telefonato al ministro degli esteri afghano per discutere della situazione. Anche il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Tom Donilon è in contatto con i funzionari di Kabul. Il caso minaccia di rovinare le già fragili relazioni tra USA e Afghanistan, in un momento cruciale: i due paesi stanno negoziando i termini per creare nel paese basi militari americane permanenti.

In una dichiarazione del Colonnello Thomas Collins, l’esercito americano – mentre una corte marziale sta per processare i 12 soldati sospettati di essere coinvolti nelle uccisioni – si è scusato per le sofferenze causate dalle immagini. Le azioni commesse nelle foto, si legge nella dichiarazione, sono “ripugnanti per noi in quanto esseri umani e contrarie ai principi e ai valori degli Stati Uniti. Sono in fortissimo contrasto con la disciplina, professionalità e rispetto che hanno caratterizzato il lavoro dei nostri soldati nei quasi 10 anni di operazioni militari”.

LA REAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA
Al quartier generale della NATO temono che nei prossimi giorni in Afghanistan verranno organizzate rabbiose proteste, o anche attacchi contro i battaglioni NATO. “Le immagini hanno un potenziale enorme qui in Afghanistan”, ha detto un generale allo Spiegel Online.

 Soldati americani ammazzano civili afghani per gioco

“La nostra esperienza ci dice che ci potranno volere un paio di giorni, ma alla fine la rabbia della gente dovrà sfogarsi”. Sono quasi 100 giorni che l’Alleanza Atlantica, sotto la direzione dell’esercito americano, si prepara alla pubblicazione delle foto.

Lo scandalo ha fatto muovere le più alte cariche di entrambi i paesi. Pochi giorni fa, il vice-presidente Joe Biden ne ha parlato con il presidente afghano Hamid Karzai. Anche David Petraeus, capo delle truppe NATO in Afghanistan, incontrerà Karzai per discutere della faccenda. Gli USA sperano che promettendo dure punizioni per i responsabili, Karzai non farà pubbliche (e arrabbiate) dichiarazioni sullo scandalo.

GLI OMICIDI
L’articolo dello “Spiegel” ricostruisce, con nuovi dettagli, gli omicidi di civili afghani da parte di uno “Squadrone della morte” costituito da soldati americani. Uno degli accusati, il caporale Jeremy Morlock, 22 anni, ha confessato gli omicidi tre mesi fa. Morlock sarà alla prima udienza della corte marziale domani, giovedì.

L’articolo descrive le atrocità commesse, senza una particolare ragione, contro persone innocenti. Nella foto in cui si vedono due soldati in posa accanto a un cadavere, la vittima è Gul Mudin, un afghano ucciso il 15 gennaio 2010, nel villaggio di Mohammed Kalay

Dopo aver ucciso “per il divertimento di uccidere”, i soldati si sono poi premurati di far passare tutti gli omicidi come legittima difesa.

 Soldati americani ammazzano civili afghani per gioco

Nei documenti dell’indagine, si legge che in un caso i militari hanno fatto esplodere a vuoto una bomba a mano per simulare un attacco da parte dei talebani. Uno dei soldati (Adam Winfield, 21 anni) avrebbe raccontato questi dettagli a suo padre in una chat su Facebook: “hanno fatto finta che il tipo gli aveva lanciato la granata, e poi lo hanno massacrato”.

Il 22 febbraio 2010, altro attacco simulato, altro omicidio: un membro dello “Squadrone della morte” prima ha sparato dei colpi con un vecchio Kalashnikov, poi ha tirato fuori un’altra pistola e con quella ha ucciso il ventiduenne Marach Agha.

In un terzo incidente, di nuovo il trucco della bomba a mano lanciata dagli americani per far finta di aver subito un attacco. Così è stato ucciso Mullah Allah Dad.

I 12 soldati sono anche accusati di profanazione di cadavere, possesso illegale di immagini di cadaveri, abuso di droga e atti di violenza contro commilitoni.

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