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Libia. I marines britannici calano a Cipro

Alcune unità della Marina Militare britannica con seicento Royal marines a bordo saranno dispiegati tra due settimane nelle basi militari a Cipro, ufficialmente “per prendere parte a manovre anfibie in programma da tempo”, ma il loro arrivo sull’isola collocata nel mezzo del Mediterraneo ha già cominciato ad alimentare voci secondo cui la Gran Bretagna sta programmando operazioni militari terrestri in Libia.

Lo riferiscono oggi con i giornali ciprioti citando fonti di stampa e del ministero della Difesa a Londra. Un portavoce del ministero della Difesa britannico ha dichiarato alla Cyprus News Agency che “non c’è alcuna intenzione di utilizzare questo contingente di uomini in Libia perchè ciò è contrario alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”.

Ma la stessa fonte ha anche chiarito che l’operazione “rientra nell’ambito delle capacità di questa unità il suo utilizzo in operazioni umanitarie e di evacuazione di civili così come è già stata utilizzata in passato in situazioni analoghe”.

Alla fonte ufficiale si è aggiunta una fonte anonima del ministero della Difesa britannico, secondo cui il dispiegamento di questa unità di risposta rapida sull’isola mediterranea è tesa a fornire alla Gran Bretagna “una estrema capacità di reazione agli eventi in sviluppo in Nord Africa”.

Occorre rammentare che la Gran Bretagna, nonostante Cipro sia una repubblica indipendente dal 1960, dispone ancora sull’isola di cinque basi militari in cui sono stazionati circa 4.500 militari. Le tre più vaste – Akrotiri, Episkopi e Dhekelia – si trovano sulla costa sud-occidentale e su quella sud-orientale dell’isola. Sulle montagne del Trodoos e sulla costa meridionale (Agios Antonios), vi sono invece due centri di ascolto radar per il monitoraggio delle comunicazioni di tutto il Medio Oriente.

Uno dei leader degli insorti assediati a Misurata ha chiesto formalmente alla Nato l’invio di truppe di terra per spezzare l’assedio contro la terza citta’ della Libia attuato dalle forze fedeli a Gheddafi. Nouri Abdallah Abdoullati ha detto ai giornalisti che gli insorti chiedono in particolare a Francia e Gran Bretagna l’invio di forze terrestri in base a “principi umanitari”. Abdoullati ha detto che il Corano prevede che in caso di impossibilita’ di ottenere aiuto ai musulmani, lo si puo’ chiedere anche ai cristiani. Ma la prospettiva di una escalation militare con un intervento terrestre delle truppe delle potenze della Nato continua a incontrare forti perplessità. Dopo Frattini, anche iIl ministro degli Esteri francese, Alain Juppe’, si e’ detto ieri “completamente ostile” all’idea di un impiego di truppe di terra in Libia. “Per quanto mi riguarda rimango totalmente contrario all’impiego di forze sul terreno”, ha detto Juppe’, parlando a Parigi in un incontro alla associazione della stampa.

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