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Israele. 20 palestinesi uccisi alla frontiera del Golan

Oggi era 5 giugno, anniversario della “guerra dei sei giorni” del 1967  ovvero la “Naksa” a ricordo di quanto le truppe israeliane occuparono Gerusalemme, la Cisgiordania e il Golan.

E oggi ci sono stati duri scontri tra i manifestanti arabi e l’esercito israeliano, schierato sulle frontiere per impedire il passaggio, nel giorno della “Naksa”, il termine arabo che indica la sconfitta degli eserciti arabi nella guerra dei Sei giorni del 1967. Gli scontri più gravi sono avvenuti nelle alture del Golan, tra Siria e Israele, come mostra la televisione siriana: nei pressi del villaggio di Majdal Shams l’esercito israeliano ha sparato sulla folla. Nelle immagini si vedono un gruppo di giovani che cerca di arrampicarsi sulle barriere, e i militari israeliani dentro i carri armati.

In Israele, Cisgiordania, Striscia di Gaza e Paesi arabi confinanti è stato chiesto ai dimostranti di fare pressione sui check-point israeliani ai confini, esattamente come avvenne un mese fa, nell’anniversario della creazione dello Stato di Israele, quando morirono 15 civili.

Tra le zone più sensibili ci sono proprio le alture del Golan e stamane alcune centinaia di siriani filo-palestinesi si erano avvicinati alla barriera con filo spinato che segna il confine con Israele. La tv siriana ha sostenuto che i soldati hanno aperto il fuoco quando hanno visto i dimostranti che tentavano di scavalcare la barriera. Un portavoce a Tel Aviv ha assicurato che i soldati hanno sparato colpi d’avvertimento; ma un giornalista sul posto aveva visto, subito dopo gli spari, due persone che venivano portate via di corsa dalla folla. Alla fine tra i manifestanti sono state fatte esplodere anche delle mine antiuomo poste preventivamente sul terreno.

Ultimìora. Si apprestano a trascorre la notte all’addiaccio centinaia di dimostranti palestinesi e siriani che oggi hanno tentato a più riprese di aprire una breccia nelle linee di frontiera israeliane sulle alture occupate del Golan, all’altezza di Majdel Shams e di Quneitra. La televisione israeliana ha mostrato immagini di questi dimostranti raccolti attorno a falò sulla ‘Collina delle Urlà antistante la cittadina drusa di Majdel Shams (nel settore del Golan controllato da Israele). Nella zona proseguono incidenti sporadici. Brevi scontri sono avvenuti anche all’interno di Majdel Shasm fra gruppi di giovani e reparti della polizia israeliana.

Gli Stati Uniti hanno espresso oggi «profonda inquietudine» per gli eventi nel Golan dove gli israeliani hanno aperto il fuoco contro manifestanti palestinesi e siriani facendo, secondo Damasco, almeno 14 morti. Il Dipartimento di Stato ha esortato alla calma tutte le parti coinvolte. «Siamo profondamente inquieti per gli avvenimenti che hanno avuto luogo oggi sulle alture del Golan che si sono tradotti nella morte e nel ferimento di persone», afferma una dichiarazione del Dipartimento di Stato Usa. «Facciamo appello a tutte le parti alla moderazione – afferma la dichiarazione – atti di provocazione come questi devono essere evitati». Il documento però sottolinea che «Israele, come tutti gli stati sovrani, ha il diritto di difendersi». Quindi, visto l’andamento reale dei fatti la posizione Usa si limita a mostrare un volto umanitario mentre legittima Netanyahu a continuare nella sua pratica omicida.

Il prossimo appuntamento è per il 7 giugno (anniversario della occupazione israeliana di Gerusalemme est, nel 1967). A luglio ci sarà l’anniversario della condanna internazionale della barriera di sicurezza in Cisgiordania. E a settembre l’attesa proclamazione alle Nazioni Unite di uno stato palestinese indipendente.

Da segnalare il comportamento più che infame dei alcune agenzie di stampa occidentali, che mettono senza problemi sullo stesso piano gli slogan e le pallottole. Riportiamo qui alcune “perle” che farebbero vergognare il più embedded degli inviati.

AdnKronos; “M.O.: SCONTRI TRA MANIFESTANTI SIRIANI E ESERCITO ISRAELE AL CONFINE DEL GOLAN Tel Aviv, 5 giu. (Adnkronos/Dpa) – Manifestanti siriani hanno tentato nuovamente di oltrepassare il confine sulle Alture del Golan e ci sono stati scontri con i militari israeliani. Secondo una portavoce dell’esercito da Tel Aviv, diverse decine di manifestanti che si erano radunati al cosiddetto ‘Shouting Hill’, la la collina delle grida sul lato siriano delle Alture, hanno tentato di superare il confine e i militari israeliani sono stati costretti a sparare «dei colpi di avvertimento», ma senza conseguenze. (Ses/Ct/Adnkronos) 05-GIU-11 11:40”

Anda. “MO: NAKSA; GOLAN, ESPLODONO ALTRE MINE, INCENDI (ANSA) – TEL AVIV, 5 GIU – Almeno quattro mine sono esplose nelle alture del Golan, in prossimità dei dimostranti siriani e palestinesi che da ore cercano di raggiungere da Quneitra le vicine postazioni militari israeliane. Lo riferiscono i mezzi di comunicazione israeliani. All’origine di queste esplosioni, viene spiegato, ci sono incendi che si sono sviluppati nella zona in seguito al lancio di bottiglie Molotov da parte dei dimostranti. (ANSA). XBU 05-GIU-11 17:46

Per non dire poi del “moto di indignazione” con cui gli stessi identici media dal lancio di alcune scarpe contro… la sagoma di Shimon Peres, organizzata dall’Internationale Solidarity Movement (di cui faceva parte Vittorio Arrigoni).

Ansa; “ISRAELE: SCARPE SU SAGOMA PERES; UCEI, BENE FASSINO
POL S0A QBXB ISRAELE: SCARPE SU SAGOMA PERES; UCEI, BENE FASSINO GATTEGNA INTERVIENE CON LA COMUNITÀ TORINESE (ANSA) – ROMA, 5 GIU – L’unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Comunità di Torino «danno atto» al Sindaco Fassino e alle forze dell’ordine di «essere prontamente intervenuti per far cessare la vergognosa e illecita esibizione». Lo hanno detto il Presidente dell’Unione Renzo Gattegna e quello degli ebrei torinesi Tullio Levi riguardo agli episodi di razzismo e intolleranza avvenuti sabato scorso in città. «La violenza si può anche nascondere in un gioco, trasformandolo in un veicolo di odio e di intolleranza. Un classico e vergognoso esempio è quello escogitato dalll»International Solidarity Movement’ palestinese, sigla apparentemente innocua, che nel Parco Ruffini di Torino, al prezzo di un euro, forniva una scarpa da lanciare contro una sagoma raffigurante il Presidente dello Stato di Israele Shimon Peres con una stella di David«, hanno sottolineato. Gattegna e Levi si sono augurati che »in futuro un’accurata attività di prevenzione eviti che simili episodi si ripetano a Torino come in ogni altro luogo che ambisca a fare parte del mondo progredito«. (ANSA).LC 05-GIU-11 14:07 NNN”

Ammettiamolo, una scarpa sul cartone è ben più grave che pallottole sulla carne dei viventi… Non trovate?

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