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Il Venezuela ha una nuova legge che regola il diritto del lavoro

Un comunicato diffuso venerdì 4 maggio dalla Corte Suprema di Giustizia (TSJ)  riporta che “la Camera Costituzionale della Corte Suprema di Giustizia, con la relazione del suo presidente, il giudice Luisa Estella Morales Lamuño, ha confermato la costituzionalità del carattere organico del
decreto con Rango, Valore e Forza di Diritto del Lavoro, dei Lavoratori e delle Lavoratrici (LOTTT) “.

Nei prossimi giorni si conoscerà il testo integrale della nuova legge, ma Hugo Chavez ha già anticipato che si recupererà la retroattività per il calcolo delle prestazioni sociali che era stata cancellata nel ’97 dalla precedente legge di Teodoro Petkoff portavoce venezuelano dei dettami del
FMI. Un altro punto interessante annunciato dal presidente Chavez è la creazione di un Fondo Unico di Prestazioni Sociali di gestione statale, al fine di garantire il pagamento puntuale e corretto delle pensioni: attualmente molti impiegati dell’amministrazione pubblica, alla fine della
loro carriera lavorativa, devono aspettare anni per poter riscuotere le loro pensioni, alcuni perfino decedono nell’attesa.

Altri temi importanti anticipati dal presidente sono la riduzione a 40 ore lavorative settimanali con l’obbligo/diritto di 2 giorni consecutivi di riposo, l’eliminazione dell’esternalizzazione o terziarizzazione, l’estensione dell’aspettativa per maternità a 6 settimane prima e a 20 settimane dopo la nascita, includendo anche le lavoratrici che ricorrano all’adozione e l’inamovibilità lavorativa per due anni dal parto. Temi questi, oltre a quello della discriminazione di genere e delle molestie sessuali sul lavoro, rivendicati dalle lavoratrici in ogni istanza sindacale
e con manifestazioni in tutto il paese, culminate nella marcia dell’otto marzo in occasione della festa internazionale della donna.

Chavez – che ha sempre considerato lo stato debitore nei confronti dei lavoratori da quando Teodoro Petkoff ha scippato loro la retroattività delle prestazioni sociali – ha fortemente voluto la firma del decreto entro fine aprile, in modo da consentire di festeggiare degnamente il 1° maggio alla
classe lavoratrice che ha contribuito al 90% alla composizione delle 19.293 proposte su cui si basa la nuova LOTTT, risultanti dalle 1.200 assemblee tenute dai lavoratori proprio a questo scopo.

Anche se non è stata accettata la proposta del Partito Comunista del Venezuela(PCV)  e del sindacato Unete della riduzione a 36 ore della settimana lavorativa, sia il PCV che il sindacato hanno espresso il loro sostegno al nuovo diritto del lavoro, nella consapevolezza che, come tutte
le leggi, anche questa è perfettibile.

Il deputato del PCV Carolus Wimmer davanti al Gruppo Parlamentare Venezuelano del Parlatino ha rinnovato l’impegno rivoluzionario del suo partito di appoggiare e spingere per la vittoria del presidente Chavez il prossimo 7 ottobre, ribadendo che “le forze rivoluzionarie unite nel Gran
Polo Patriottico otterranno una schiacciante vittoria per dare continuità al progetto socialista e umanista guidato dal presidente Hugo Chavez Frias”.

Naturalmente gli imprenditori e i leader dell’opposizione, servitori dell’oligarchia, delle multinazionali e degli organismi multilaterali come la BM e il FMI, sono indignati, fanno appelli contro la legge, dichiarano che la legge è stata decisa tra le quattro mura del palazzo presidenziale di Miraflores e che porterà non solo al fallimento delle imprese, ma anche a quello dello stato, insomma negano l’evidenza, mentono spudoratamente al paese e invocano Obama ad intervenire.

Fa bene Chavez a definirli “esqualidos”:  quale venezuelano, infatti, ha ancora il coraggio di chiedere l’intervento di un paese straniero (e quale paese!) contro il proprio? Dopo la funesta esperienza dei governi neoliberisti degli anni ’80 e ’90 che, genuflessi davanti agli U.S.A., hanno
applicato tutti i dettami del FMI e della BM, producendo deregolamentazione del lavoro, disuguaglianza, disoccupazione, dipendenza tecnologica ed indebitamento con organismi finanziari internazionali, riducendo così la popolazione alla miseria, o in condizioni di lavoro di semi-schiavitù, senza assistenza sanitaria adeguata e con un analfabetismo al 10% , dopo tutto ciò
l’opposizione di destra ha la sfrontatezza di sollecitare un intervento U.S.A..

Ma i tempi stanno cambiando, l’America Latina si sta svegliando dal grande letargo degli ultimi 30 anni del XX secolo, si sta rendendo conto del grande inganno al quale è stata sottoposta dalle politiche di destra neoliberiste: i capi di stato, rafforzati da esperienze come quelle dell’Unasur, della Celac e dell’Alba, hanno il coraggio di rivendicare la propria sovranità e hanno la forza di rinazionalizzare quello che i loro predecessori avevano svenduto alle multinazionali straniere (come la Kirchner con gli idrocarburi in Argentina o Morales con l’elettricità in Bolivia).

Chavez prosegue nel suo progetto di transizione al socialismo nel XXI secolo, definendo la nuova legge “uno strumento meraviglioso per transitare dalla logica del capitale alla logica del socialismo”. Questa legge rappresenterà una pietra miliare nella storia operaia del paese, dell’America Latina e anche oltre, in un  momento in cui i governi degli U.S.A e della UE cercano di contrastare gli effetti della crisi sistemica del capitalismo, scaricandone il costo sulla classe lavoratrice e smantellando quel che è rimasto del sistema welfare.

Mentre in questi paesi la classe lavoratrice perde il lavoro, la casa, il diritto alla salute e all’istruzione, in Venezuela si aprono nuove possibilità per i più deboli: è una questione di giustizia, come dice Chavez.

Mentre nei paesi a cosiddetto capitalismo avanzato, il 1° maggio si è manifestato per protestare contro la privazione dei diritti dei lavoratori, conquistati con dure lotte nel corso di molti anni, in Venezuela, dove si sta realizzando un processo di transizione al socialismo, le manifestazioni
del 1° maggio sono state caratterizzate dalla grande allegria per la nuova Legge Organica del Lavoro che amplia in maniera considerevole i diritti dei lavoratori, e dalla consapevolezza che il capitalismo non offre nulla all’umanità e molto meno alla classe lavoratrice e che il socialismo è
l’unica speranza per i popoli.

* Commissione internazionale della Rete dei Comunisti

Fonti:

http://www.tribuna-popular.org/index.php?option=com_content
<http://www.tribuna-popular.org/index.php?option=com_content&;view=article&id
=1373:tsj-declara-constitucionalidad-del-caracter-organico-de-la-lottt&catid
=2:nacional&Itemid=3>
&view=article&id=1373:tsj-declara-constitucionalidad-del-caracter-organico-d
e-la-lottt&catid=2:nacional&Itemid=3

http://www.redglobe.org/america/venezuela/15/2961-venezuela-esperanza-de-la-
clase-obrera-internacional

http://www.pcv-venezuela.org/index.php?option=com_content
<http://www.pcv-venezuela.org/index.php?option=com_content&;view=article&id=1
350:pcv-reiteramos-nuestro-compromiso-revolucionario-de-impulsar-la-victoria
-de-hugo-chavez-el-7-o&catid=16:comite-central&Itemid=2>
&view=article&id=1350:pcv-reiteramos-nuestro-compromiso-revolucionario-de-im
pulsar-la-victoria-de-hugo-chavez-el-7-o&catid=16:comite-central&Itemid=2

http://www.granma.cubaweb.cu/2012/04/30/interna/artic53.html

http://www.avn.info.ve/contenido/ley-del-trabajo-podr%C3%ADa-ser-aprobada-an
tes-del-1%C2%BA-mayo

http://www.aporrea.org/actualidad/a142849.html

http://www.aporrea.org/trabajadores/a142880.html

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