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Libano. L’ “anti-sciismo militante” di Ahmad Al-Assir

BERIUT – Gli scontri a fuoco scoppiati a Sidone lo scorso 11 Novembre tra Salafiti e militanti di Hezbollah per la richiesta da parte dei primi di rimuovere manifesti raffiguranti il leader del Partito di Dio Hassan Nasrallah affissi in occasione della prossima festa sciita dell’Ashurah, conclusosi con un bilancio di tre morti e diversi feriti, hanno riportato gli onori delle cronache una figura tanto controversa quanto sempre più presente nel panorama politico libanese, lo shaikh Ahmad Al-Assir.
I TRASCORSI – Originario di Sidone dove ha il suo campo base presso la Moschea Bilal Bin Rabah, lo shaikh inizia la sua opera di propaganda capillare della fede islamica su tutto il territorio libanese sul finire della Guerra Civile, diventando nel giro di pochi anni una figura di riferimento del panorama sunnita locale. Inizialmente concentrato solo su affari religiosi, dalla seconda metà degli anni duemila inizia a infarcire i suoi sermoni con riferimenti via via più frequenti alla situazione politica del paese, trasformandosi da semplice religioso a emergente leader salafita anche oltre i confini della sua città di origine.

L’ATTIVITA’ MILITANTE – L’ “anti-sciismo militante” è il vero marchio di fabbrica del “Leone Sunnita”, la cui figura è diventata popolarissima negli ultimi mesi, proprio per una serie di manifestazioni anti-siriane e anti- Hezbollah portate avanti sia a Beirut che a Sidone. Tra le più eclatanti, ricordiamo la chiamata a una mobilitazione di massa a Beirut in solidarietà al «popolo siriano oppresso» agli inizi dello scorso marzo, blocchi autostradali a Sidone per chiedere il disarmo del Partito di Dio, e la manifestazione dello scorso 21 settembre nel centro della capitale, che dal proposito iniziale di mostrare il proprio dissenso verso il film islamofobo “Innocence of Muslims”, ha subito virato verso l’invettiva contro Assad e i suoi alleati in Libano, arrivando ad accusare chiunque esponga una foto del Presidente Siriano di «insultare il Profeta».
Hezbollah viene accusata di «mantenere il monopolio settario della resistenza per  dividere i gruppi islamici e portare avanti il progetto iraniano», mentre l’opposizione attiva alla Siria è presentata come un obbligo per ogni vero musulmano, essendo «un obbligo religioso sostenere gli oppressi contro gli oppressori».

LA BASE – L’opera di delegittimazione dal basso del Partito di Dio e dello sciismo politico attraverso la militanza attiva, la sua giustificazione su base religiosa in nome del riscatto e dell’unità del “vero” islam sunnita, hanno garantito allo shaikh un consenso crescente soprattutto tra quella porzione di elettori del movimento Mustaqbal insoddisfatta della propria leadership, impegnata a preparare il terreno per la prossima tornata elettorale piuttosto che alla creazione di un blocco sunnita di massa da contrapporre alla forza egemonica di Hezbollah.

È dunque sulla frustrazione delle masse sunnite che nell’ultimo anno hanno assistito da spettatori all’ascesa al potere inesorabile dei loro fratelli nella regione dopo le Primavere Arabe, e sul loro latente complesso di inferiorità rispetto alla forza in termini di seguito, organizzazione e potere di mobilitazione della controparte sciita,  che si fonda il successo dello shaikh Al-Assir.

Il rischio di confronto aperto sunniti-sciiti è per adesso scongiurato dal disinteresse del Partito di Dio nel farsi coinvolgere nel gioco della lotta interconfessionale. Ciò nonostante, fatti di Sidone dimostrano come il pericolo di una recrudescenza degli scontri tra le due principali correnti dell’Islam possa replicarsi in qualsiasi momento. Mercoledì notte un altro scontro a fuoco tra sciiti e sunniti ha avuto luogo nel sobborgo di Ruis a sud della capitale per l’inizio dei dieci giorni di celebrazioni dell’Ashura, con un bilancio finale di tre feriti.
Due giorni prima, lo shaikh Al-Assir ha annunciato l’imminente formazione di una milizia sunnita da contrapporre ad Hezbollah.

C’è dunque da chiedersi quanto possa ancora durare il precario equilibrio tra i due blocchi.

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