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Kosovo: orgogliosi di essere serbi, arrestati e torturati

Nuove tensioni si preannunciano tra Serbia e Kosovo dopo la denuncia shock di torture subite durante la detenzione da parte dei dieci cittadini serbi del Kosova arrestati nei giorni scorsi dalla polizia albanese di Pristina. “Mi hanno picchiato mentre ero in bagno, dicendo che lo stavano facendo perchè così non sarei stato mai in grado di mettere al mondo dei figli. Erano in due, mi hanno ammanettato, messo la testa nel wc e hanno tirato lo scarico” ha raccontato alla stampa Darko Vlasaj. Dopo un primo ricovero presso strutture locali, l’uomo è stato trasferito in un ospedale di Belgrado per “gravi problemi urologici e all’addome” come riferito da uno dei medici della struttura.
Il duro intervento degli agenti kosovari contro i serbi è scattato in occasione delle celebrazioni del Natale ortodosso nel monastero di Gracanica, piccola ma importante enclave serba a pochi chilometri dal capoluogo Pristina, con l’accusa a carico dei dieci di aver esposto simboli statali e militari serbi (!). Il fermo è durato 48 ore, trasformatesi in “qualcosa di orribile” hanno raccontato i detenuti.
“La polizia (kosovara) era disposta su due file con noi al centro, ci hanno legati ed ognuno di loro ci ha picchiati. In tre mi hanno legato una cintura intorno al collo, cercando di strangolarmi. Uno mi ha chiesto da dove venissi e quando ho risposto mi hanno chiesto se fosse nella Repubblica del Kosovo, io non ho replicato ed hanno continuato a picchiarmi nonostante fossi legato” ha indicato Miloje Milojevic, un altro dei serbi arrestati, accusando esplicitamente gli uomini del Rosu, unità speciale della polizia kosovara. Sempre secondo la ricostruzione dell’uomo le violenze si sarebbero protratte nel centro di detenzione a Pristina e anche durante l’interrogatorio in Tribunale, così come durante il trasporto dei dieci serbi. “Ad un certo punto un poliziotto ha tirato il freno a mano, mi ha fatto scendere puntandomi una pistola alla testa e chiedendomi di affermare che io vivo nella Repubblica del Kosovo”, ha proseguito la denuncia dell’uomo. In una dichiarazione scritta ai media serbi Blerim Krasniqi, portavoce della missione di polizia internazionale Eulex, ha confermato che è stata sporta denuncia e informato – con il consueto gergo burocratico e falsamente neutrale – che funzionari Ue hanno incontrato i dieci serbi arrestati e “spiegato loro la procedura di denuncia presso l’Ispettorato della polizia kosovara”. Ma a quanto pare i militari internazionali di stanza a Gracanica non hanno mosso un dito per evitare l’arresto dei dieci serbi. 

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