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No Tav. Cinque anni di carcere per una torta in faccia?

L’accusa chiede cinque anni di carcere ed una multa di 2700 euro per ognuno dei quattro attivisti No Tav baschi messi sotto processo dopo che nel 2011 avevano preso a torte in faccia la presidente del governo regionale navarro, Yolanda Barcina, durante un meeting politico a Toulouse, in Francia. Gli imputati dovranno comparire venerdì prossimo davanti all’Audiencia Nacional di Madrid – il tribunale ‘antiterrorismo’ spagnolo – con l’accusa di ‘attentato grave contro l’autorità’. Un fatto che gli imputati, insieme a decine tra organizzazioni politiche e associazioni ecologiste, considerano un’assurda e inaccettabile provocazione. Possibile che sia un tribunale speciale a processare degli attivisti colpevoli esclusivamente – e non lo negano – di aver voluto sanzionare un’esponente politico locale con una innocua quanto svergognante torta alla crema, e che lo si consideri un delitto tanto grave da richiedere l’applicazione di una condanna da 5 a 10 anni di carcere?
Quel 27 ottobre del 2011 la Barcina, esponente dell’estrema destra interna al Partito Popolare spagnolo e sostenitrice fanatica della linea ad alta velocità prevista nei Paesi Baschi, contro la quale si batte con determinazione un vasto movimento popolare, era a Tolosa per presiedere il Consiglio Plenario della Comunità dei Pirenei, una sorta di federazione di enti locali franco-spagnoli situati da una parte e dall’altra dei Pirenei. Alle 16,30 otto persone si alzarono dalle loro sedie in platea e si diressero verso la presidenza. Uno di loro, allora vicesindaco del piccolo comune navarro di Arruazu, Gorka Ovejero Gamboa, tirò fuori da non si sa dove una torta che era riuscito fino a quel momento a celare, e la scaraventò sul volto della sorpresissima governatrice Barcina. Dopodiché, altri due attivisti, Julio Martín Villanueva e Ibón García Garrido, lanciarono altre torte sulla testa dell’esponente politico mentre un altro di loro, Mikel Álvarez Forcada, secondo l’accusa si impossessò del tavolo della presidenza. Farebbe quasi sorridere la requisitoria dell’accusa se la vicenda non rischiasse di trasformare in prigionieri politici quattro pacifici attivisti del movimento Mugitu – ‘muoviti’, in euskera – che da anni si batte contro la cosiddetta ‘Y basca’, dalla forma del tracciato dell’alta velocità. “In conseguenza dei colpi ricevuti – scrive il procuratore – la Barcina rimase disorientata e intontita, e il personale di sicurezza dovette aiutarla per uscire dalla sala e inoltre i suoi vestiti vennero danneggiati”. La cosa incredibile che dopo il loro gesto nessuno si sognò, in Francia, di fermare o almeno di identificare i lanciatori di torte. Che però, una volta rientrati in Spagna, si videro denunciare e imputare di delitti gravissimi.
Cosa accadde quel giorno lo potete vedere tutti nel video che realizzò uno dei contestatori: 

http://www.youtube.com/watch?v=xuKUv_FAktI.

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