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Giochi del Mediterraneo, contestato Erdogan

I fischi all’arrivo del premier (accompagnato dalla moglie) alla cerimonia di apertura della manifestazione sono la sintesi di quello che é il sentimento di una bella fetta della popolazione turca. Erdogan, dal canto suo, nell’intervento all’apertura dei giochi ha ricordato che il ”Mediterraneo unisce” e che ” vuol dire mare bianco, speriamo non venga sporcato dal sangue”, un chiaro riferimento agli scontri di queste settimane e una minaccia neanche tanto velata contro gli oppositori.
Che il clima fosse teso lo si era capito sin dalle prime ore del pomeriggio dell’altro ieri quando, attraverso i social network, é partito il tam tam per una manifestazione al Mersin Forum dove in oltre un migliaio si sono ritrovati per protestare contro la brutale repressione contro i dimostranti di piazza Taksim e Gezi park. C’erano uomini, donne, anziani, bambini che ”armati” di fischietti, alcuni avvolti nelle bandiere raffiguranti Ataturk, altri che mostravano le foto delle violenze perpetrate ai manifestanti, con alcune che dimostravano l’uso di gas urticanti e sostanze chimiche della polizia contro la folla, al grido di ‘democrazia e libertà’, hanno manifestato il loro dissenso a Racep Taypp Erdogan. Il tutto sotto lo sguardo attento di centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa armati di blindati e lacrimogeni pronti all’uso. ”Noi siamo un paese un conservatore, lui si comporta come un dittatore. Quello che sta succedendo a Istanbul non ci piace. Per questo i giovani sono scesi in piazza anche qui. E continueranno a farlo”, ha detto un anziano partecipante alle proteste. Proteste che c’erano già state nei giorni scorsi, sempre pacifiche, con pentole e clacson. ”Non siamo contro i Giochi del Mediterraneo – ha spiega un altro dei manifestanti – la nostra é una protesta contro il primo ministro e i metodi che sta utilizzando”. Il corteo ha poi lasciato il Mersin Forum e si é diretto verso la zona dello stadio con i manifestanti che cantavano la versione turca di “Bella Ciao”. In mattinata, nei pressi dell’albergo che ospitava Erdogan, erano comparsi striscioni di sostegno al premier: ”Il prezzo di amarti non é nemmeno essere in silenzio, per te berremo anche la cicuta”, diceva uno. ”Non ci facciamo manipolare, non scendiamo in piazza, non partiamo all’avventura” recitava un altro. Poi in serata scontri tra manifestanti e polizia, culminati con 4 feriti tra i dimostranti e alcuni arresti.
I Giochi del Mediterraneo sono per la Turchia una sorta di prova generale in vista della candidatura di Istanbul ai giochi olimpici del 2020 e che verranno assegnati il prossimo 8 settembre a Buenos Aires. Obiettivo che Erdogan intende portare a casa. Se così fosse altri milioni di metri cubi di cemento si abbatterebbero sulla già martoriate città turche, temono i movimenti di opposizione.

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