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Siria. Esplode autobomba a Manbji. Israele consolida l’occupazione del Golan

Un’autobomba è esplosa alla periferia della città di Manbij nella Siria settentrionale, provocando la morte di almeno 15 persone.  Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Sana che parla anche di decine di persone rimaste ferite. Una auto alla periferia della città di Manbij è esplosa accanto a un veicolo che trasportava lavoratori agricoli, uccidendo 14 donne e un uomo, secondo la difesa civile siriana locale. Altre 15 donne sono rimaste ferite, e alcune sono in condizioni critiche.

Manbij, nella provincia nord-orientale di Aleppo, continua a essere teatro di violenze anche dopo la caduta di Assad a dicembre. Le milizie sostenute dalla Turchia e note come Esercito Nazionale Siriano continuano a scontrarsi con le Forze Democratiche Siriane a guida curda sostenute dagli Stati Uniti.  

Sul versante meridionale della Siria quasi due mesi dopo che le forze israeliane hanno preso d’assalto una serie di villaggi siriani sulle alture del Golan – affermando che la loro missione era temporanea e limitata alla messa in sicurezza delle armi e alla stabilizzazione della regione – nuove prove suggeriscono invece che sta prendendo forma una presenza militare israeliana più profonda e permanente.
Le immagini satellitari ottenute e analizzate dal Washington Post rivelano una rete di espansioni militari in tutta la regione. Mentre le rassicurazioni iniziali dei soldati israeliani indicavano che la loro presenza era transitoria, recenti sviluppi, tra cui l’arrivo di macchinari per il movimento terra, suggeriscono un’intenzione molto più duratura.
Le immagini mostrano la costruzione di una base israeliana fortificata con oltre una mezza dozzina di strutture e veicoli militari in posizione. Un’installazione quasi identica è stata stabilita a sole cinque miglia a sud e i due siti sono ora collegati da strade.

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