Menu

Record delle esportazioni israeliane di armamenti, la UE primo acquirente

Diventa sempre più insopportabile la strumentalizzazione che viene fatta da vari governanti europei, ma anche da alcune opposizioni così come avviene in Italia, della tragedia del genocidio dei palestinesi. Basta vedere i dati delle esportazioni di armamenti israeliani per notare che i paesi europei hanno aiutato e continuano a sostenere la macchina bellica sionista, che da ben prima del 7 ottobre 2023 porta avanti il suo progetto di pulizia etnica.

Infatti, nel 2024 Israele ha stabilito un nuovo record per ciò che riguarda l’export di materiale militare, stando ai dati e alle dichiarazioni forniti dal ministero della Difesa di Tel Aviv. Le vendite hanno raggiunto un valore di quasi 14,8 miliardi di dollari, un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. Soprattutto, è stato il quarto anno consecutivo in cui tale record viene superato.

Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha reso chiaro che il successo del complesso militare-industriale israeliano è legato a doppio filo al suo ruolo destabilizzante di tutto il Medio Oriente. “Questo straordinario risultato – ha detto – è il risultato diretto dei successi delle IDF e delle industrie della difesa contro Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen, il regime degli ayatollah in Iran e altri campi in cui operiamo contro i nemici di Israele“.

Oltre la metà dei contratti firmati nel 2024 ha superato il valore di 100 milioni di dollari di valore, e ben il 54% di questi accordi è stato stipulato con paesi europei. Ma c’è di più: secondo il ministero, le esportazioni sono più che raddoppiate negli ultimi cinque anni. Qualsiasi tardiva denuncia di quel che avviene a Gaza si mostra perciò come una mosso politicista fatta sulla pelle dei palestinesi.

Quando c’era al governo il PD, AVS, il Movimento 5 Stelle, l’apartheid era già una realtà conclamata non solo dal movimento di solidarietà con la resistenza palestinese, ma anche dalle risoluzioni ONU e da tantissime organizzazioni umanitarie. Eppure, i dati di Tel Avivi confermano che tutta la classe dirigente europea ha persino aumentato gli acquisti da Israele, sostenendo la sua politica criminale.

È stato il Direttore generale del ministero della Difesa, Amir Baram, a chiarire il perché di questo incremento continuo delle esportazioni: “il nuovo record […] esprime più di ogni altra cosa un crescente apprezzamento globale per le prestazioni della tecnologia israeliana“. Il percorso di riarmo avviato da tutti i paesi occidentali si sta rifornendo largamente delle tecnologie israeliane, e del resto lo avevamo già visto con un recente programma di spesa, approvato dall’allora Conte II e portato avanti dal governo Meloni.

Se osserviamo la classifica degli altri acquirenti degli armamenti israeliani, dopo l’Europa viene l’Asia e il Pacifico (23%), i paesi degli Accordi di Abramo (12%), il Nord America (9%), i paesi latinoamericani e africani (2%). Ad attirare di più sono stati i sistemi di difesa aerea (48% delle vendite), mentre seguono a percentuali molto più basse veicoli, aerei, sistemi radar, sistemi di intelligence e informatici.

Interessante notare che i sistemi satellitari e spaziali sono passati dal 2% del totale delle vendite nel 2023 all’8% del 2024. Un altro settore centrale della guerra che verrà, e che è evidente che continuerà a vedere alleati i paesi occidentali con lo stato terrorista di Israele.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *