“Una nave russa ha forzato il blocco. Un’altra è in fase di carico. Non abbandoneremo i cubani“, come del resto loro non hanno lasciato sole i popoli che soffrono. Sono queste le parole del ministro dell’Energia russo Sergei Tsivilev, appena dopo l’arrivo sull’isola di circa 100 mila tonnellate di greggio trasportate dalla petroliera Anatoly Kolodkin.
La denuncia del blocco criminale imposto dagli Stati Uniti a Cuba si allarga ulteriormente, dopo la missione politica e umanitaria del Nuestra América Convoy e l’impegno di solidarietà politica e materiale preso da Mosca. Il petrolio russo permetterà al paese caraibico di respirare per qualche giorno, dopo l’embargo totale imposto da Washington sin da gennaio.
Intanto, mercoledì il vice primo ministro cubano, Oscar Perez-Oliva, si è recato a San Pietroburgo. Lì, alla rete russa RT, ha confermato l’avvio di sforzi congiunti per stabilizzare le forniture e aumentare la partecipazione delle aziende russe nell’esplorazione petrolifera sull’isola. Il vice primo ministro russo Dmitry Chernyshenko ha inoltre annunciato la piena ripresa dei voli diretti tra i due paesi.
Uno dei temi usati dalla Casa Bianca per giustificare le proprie azioni criminali, esplicitamente scritto in un ordine esecutivo, era che “Cuba ospita la più grande base di intelligence russa all’estero“. Qui non si tratta di rapporti nell’ambito della sicurezza, ma appare chiaro che l’obiettivo di Trump di eliminare dalle Americhe gli attori “non emisferici” trova un’ostinata controparte.
L’amministrazione USA, che ha recentemente inasprito le sanzioni minacciando dazi contro chiunque commerci petrolio con L’Avana, ha concesso una deroga speciale per la spedizione della Kolodkin, a suo dire per “ragioni umanitarie”. La realtà è che non si può permettere di sollecitare ulteriormente il mercato petrolifero, dopo l’evidente disastro che ha causato aggredendo l’Iran.
Del resto, Reuters riporta che una fonte russa ha confermato la necessità di Mosca di tagliare la produzione di petrolio rivolta alle esportazioni estere di circa 1 milione di barili, a causa dei danni provocati dagli attacchi ucraini alle infrastrutture in questione. Per questo qualsiasi mossa che renda ancora meno prevedibile il mercato dell’oro nero diventa pericolosa. Tuttavia, la Casa Bianca ha precisato che ogni futuro carico sarà valutato caso per caso.
Continua intanto la mobilitazione interna contro l’aggressione yankee. Il 2 aprile si è svolta una grande parata giovanile antimperialista, in previsione della festa nazionale della gioventù che si celebra oggi, in occasione dell’anniversario della nascita della Organizzazione dei Pionieri José Martí (OPJM) e dell’Unione dei Giovani Comunisti (UJC).
E tuttavia, L’Avana rimane aperta alla diplomazia con Washington, mostrando un modello politico che rifiuta l’utilizzo di strumenti di coercizione e di guerra per risolvere le diatribe internazionali. È questo il messaggio che arriva dalla disponibilità del governo cubano ad accogliere un’indagine indipendente dell’FBI intorno al tentativo di infiltrazione di un gruppo di gusanos, lo scorso 25 febbraio.
Un team tecnico dell’agenzia stelle-e-strisce è giunto sull’isola. Ma intanto continua anche la solidarietà internazionale, che rende sempre più difficile l’assedio statunitense. In Italia, l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha chiamato un’assemblea nazionale che si terrà l’8 aprile a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, in preparazione della manifestazione nazionale dell’11 aprile, a cui invitiamo tutti i solidali a partecipare.
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