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Bilbao scende in piazza contro gli abusi della polizia. E’ “il fronte interno”

Le immagini degli agenti della polizia autonomica basca Ertzaintza che pestano e poi arrestano al loro arrivo all’aeroporto di Loiu gli attivisti della Global Sumud Flotilla, hanno fatto il giro del mondo e hanno suscitato un’ondata di rabbia e indignazione popolare che ieri si è manifestata per le strade di Bilbao con manifestazioni di massa.

Anche perché nulla di simile è avvenuto agli aeroporti di Madrid e Barcellona dove sono rientrati altri attivisti della Flotilla in mezzo ad abbracci e festeggiamenti.

La stupida brutalità dei gendarmi della Ertzaintza, polizia autonomica che risponde al governo locale del Paese Basco in mano al PNV (partito di centro destra) ha suscitato polemiche e interrogativi sia in Euskadi che nello stato spagnolo, il cui governo – quello di Sanchez – è paradossalmente il più impegnato contro i crimini israeliani. Che quel trattamento brutale fosse riservato agli attivisti della Flotilla al loro rientro dopo aver subito le brutalità degli apparati israeliani, indubbiamente è stato uno shock per molti.

In primo luogo, come già indicato, occorre rammentare che la polizia autonomica basca risponde al governo del PNV e non a quello di Madrid.

Fino alla metà degli anni Ottanta, l’Ertzaintza era una polizia locale più con funzioni simili ai vigili urbani.

Ma con il processo di militarizzazione per la repressione dell’indipendentismo in Euskadi è stata ristrutturata e la sua funzione in ordine pubblico è diventata via via sempre più pesante.

Fu uno shock vedere i caschi rossi degli agenti della polizia autonomica partecipare alle cariche contro le manifestazioni o gli atti di kale borroka (i blocchi stradali e le lotte di strade portate avanti dalla sinistra abertzale) insieme o per conto della Polizia Nazionale afferente al governo centrale.

Su quanto avvenuto all’aeroporto di Bilbao circolano informazioni che rilevano la penetrazione delle dottrine e degli apparati repressivi israeliani nella strumentazione e nelle regole di ingaggio degli agenti della polizia autonomica basca.

Non a caso, i giornali israeliani e della destra spagnola hanno ironizzato su questo grave episodio di violenza: “Si sono riconosciuti nei manganelli alzati e piombati sui corpi degli attivisti, in una sorta di fratellanza d’odio contro i movimenti pacifisti” scrive C.L. Dias.

Il consigliere per la Sicurezza del governo dei Paesi Baschi, Bingen Zupiria, ha “lamentato” gli incidenti avvenuti sabato.

Si trattava di permettere alle persone in arrivo di ricevere il saluto di chi le aspettava, e si trattava anche di permettere a chi stava lasciando l’aeroporto di farlo normalmente. Viste le immagini, è evidente che non siamo riusciti né nell’uno né nell’altro“, ha dichiarato Zupiria in un conferenza stampa.

Lamento quello che è successo ieri, e lo lamento doppiamente. Lamento gli eventi, le cariche e le situazioni che si sono prodotte, e lo lamento in modo particolare perché era già concordato come avrebbe dovuto svolgersi tutto“, ha aggiunto il consigliere, concludendo che “non avrebbe dovuto succedere quello che è successo“.

Il giornalista Ahmed Shihab Eldin una sua tesi in proposito ce l’ha denunciando come l’Ertzaintza non sia solo una forza di polizia e soprattutto le sue connessioni con gli apparati israeliani.

La polizia autonomica, come moltissime in tutta Europa, ha acquistato infatti il suo sistema di intercettazioni dalla società israeliana Verint Systems, che ha legami con l’intelligence militare israeliana. Ha affidato la sicurezza di alcune strutture alla società israeliana ICTS. Ha ricevuto addestramento da Guardian Defense & Homeland Security, una società gestita da un ex agente del Mossad.

Ha acquistato giubbotti antiproiettile, telecamere di sorveglianza e dispositivi di ascolto israeliani. Nel 2021 ha firmato un contratto da 3.569,50 euro esclusivamente per la fornitura di lanciagranate stordenti e distraenti da fornitori israeliani. I suoi contratti totali con aziende israeliane superano 1,66 milioni di euro.

E, soprattutto, dietro a tutto questo si cela un sistema più ampio: la Scuola Tattica Israeliana, i Servizi di Protezione Internazionale e l’Accademia di Sicurezza dell’ISA addestrano le forze di sicurezza in tutta Europa. I loro istruttori provengono dallo Shin Bet. La dottrina che insegnano considera il dissenso una minaccia alla sicurezza.

È necessario e urgente spiegare queste cose alla gente; altrimenti, ancora una volta, ci accontenteremo di un interesse fugace, alimentato da un’ondata di emozioni, e la questione finirà lì”, denuncia un attivista.

Ma la violenza dei metodi dell’Ertzaintza non una novità di queste ore. Il giornale Il Salto ne elenca una lunga serie di precedenti.

L’intervento brutale all’aeroporto di Loiu, scrive il giornale, si aggiunge anche a una lista di azioni della polizia che negli ultimi due anni hanno posto il modello di sicurezza del Governo basco al centro del dibattito pubblico.

Dalla morte di Eneko Valdés ad Astigarraga nel 2024, a seguito di un intervento della brigata Bizzor, l’Ertzaintza ha accumulato episodi gravi: Amaia Zabarte, ricoverata in terapia intensiva per un’emorragia cerebrale dovuta a un impatto di schiuma accanto allo stadio di Anoeta nel marzo 2024; Iker Arana, che ha perso un testicolo nell’aprile 2025 a causa di un colpo di arma da fuoco durante lo sfratto della gaztetxe de Errekalde; Aritz Ibarra, con la mascella fratturata da una schiuma sparata a distanza ravvicinata il 12 ottobre 2025 a Gasteiz, durante un’incaricazione della polizia che ha protetto un evento della Falange; o Karen Daniela Agredo, con gravi conseguenze dopo un arresto a Donostia che lo stesso consigliere Bingen Zupiria riconobbe avrebbe dovuto essere gestito diversamente.

A questo elenco si aggiungono le denunce sindacali per le accuse del 3 marzo 2024 a Gasteiz, una condanna per abusi sessuali su una vittima di violenza sessista e la conferma, nel febbraio 2026, della pena detentiva per un’ertzaina per la morte di Iñigo Cabacas nel 2012.

La Global Sumud Flotilla esprime “la sua profonda indignazione e condanna in seguito alla violenta aggressione perpetrata dalle Ertzaintza, la polizia basca, contro i partecipanti alla Flotilla appena rientrati all’aeroporto di Bilbao” e “chiede un’indagine internazionale immediata e indipendente sulla violenza coordinata scatenata all’aeroporto di Bilbao, che esamini esplicitamente come le forze di polizia regionali abbiano dato inizio a questi brutali pestaggi e come la polizia statale abbia facilitato gli arresti arbitrari dei sopravvissuti traumatizzati”.

Il problema che viene emergendo in tutti i paesi europei, ispirato sicuramente dai modelli repressivi israeliano e statunitense, è che i corpi di polizia vanno assumendo il carattere di una vera e propria forza armata concepita per la guerra sul “fronte interno”, in cui il nemico sono le proprie comunità.

La potente risposta popolare con le manifestazioni che ieri hanno attraversato le strade di Bilbao e di altre città basche, sono state una reazione che fa ben sperare.

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