Menu

Erdogan “il mediatore” schiaccia l’opposizione

Nella giornata di ieri, la polizia turca ha fatto irruzione nella sede nazionale del CHP, il principale partito di opposizione al governo di Erdogan, con tanto di gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Un’azione che ha lasciato molti senza parole, per la sua immediatezza e per l’audacia con cui il governo turco sta cavalcando la via dell’autocrazia.

Questo non è il primo attacco al partito kemalista, in un momento in cui le città turche si svuotano in concomitanza del Kurban Bayram, una delle feste popolari e religiose più sentite dalla popolazione. A marzo infatti il segretario del CHP, Ekrem İmamoğlu, era stato arrestato con l’accusa di corruzione e brogli (sempre in corrispondenza di un’altra importante festività turca, che si avviava a concludere il periodo di ramandam).

Questa volta il tribunale turco ha dichiarato nullo il congresso del CHP che aveva legittimato l’attuale presidente Imamoglu e l’attuale vice Ozgur Ozel, a causa anche in questo caso di presunti brogli.

Ma come mai questo accanimento e come mai proprio adesso?

Il governo Erdogan gode, mai come in questo momento, di una posizione geopolitica estremamente favorevole dal momento in cui si erige ad essere da un lato il punto di riferimento più occidentale degli stati musulmani, dall’altro lato un governo amico di EU e USA che guardano con favore uno stato che ha uno degli eserciti più forti al mondo e che ha aumentato l investimento militare più del 7% negli ultimi anni.

Forte di questi astrali internazionali, Erdogan si trova tuttavia una bella gatta da pelare in casa, perché da un lato l’attuale costituzione non gli consente di ricandidarsi, mentre dall’altro i consensi al suo partito stanno vacillando, complice l’inflazione e le politiche troppo conservatrici per un paese che nasce dalle ceneri di una guerra di indipendenza fortemente improntata al laicismo e al progresso sociale e culturale, in cui il voto alle donne è arrivato 10 anni prima rispetto all’Italia e a molti paesi europei.

Per rimanere al potere quindi, le strategie sono a) indire elezioni anticipate o b) cambiare una legge costituzionale. In entrambi i casi serve avere una maggioranza che lo consenta e questa cosa, in tutto il mondo si fa in due modi: convincendo gli oppositori, o facendoli fuori, usando le buone (la magistratura) o le cattive (i lacrimogeni).

La prima strategia probabilmente ha avuto successo con il partito curdo HDP, terzo partito nel Paese: premendo su un accordo sulla liberazione dei prigionieri politici come Ocalan, destituendo i sindaci più radicali ma allentando la pressione sul PKK per convincerlo alla resa in favore di aperture parlamentari, non è escluso che abbia assicurato qualche favore all’attuale governo di Ankara.

Discorso diverso con il CHP, partito repubblicano di stampo socialdemocratico e kemalista che, sotto la nuova guida Imamoglu, ha conquistato il governo delle città più importanti della Turchia tra cui Istanbul.

Per questo partito, con le spalle più larghe del Partito curdo, è stato necessario usare prima la magistratura per poi arrivare ai vertici del partito. C’è chi dice che l’annullamento del congresso che ha cambiato la guida del partito nel 2025 non piaccia particolarmente ad Erdogan, il quale ha preferito re-insediare l’ex presidente Kemal Kilicdaroglu che, guarda caso, è stato a capo del partito per i 12 anni precedenti, e che per 4 elezioni ha permesso ad Erdogan di vincere.

Che sia questa una svolta autocratica di Erdogan non sorprende, soprattutto in un momento in cui nel mondo si stanno scardinando i principi base della diplomazia, del diritto internazionale e del rispetto delle libertà democratiche.

Vedremo nei prossimi giorni quanto di questa eccessiva mancanza di “metodi democratici” sarà occasione di indignazione dei governi europei, o se qualcuno – sotto sotto – guarderà invece con ammirazione il modo con cui, dall’altra sponda del mediterraneo, i governanti danno prova di eliminazione “democratica” degli avversari.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *