Con cautela, perché tutto è circondato dall’incertezza, mentre Israele – allargando a dismisura il suo attacco al Libano – cerca di mettere un ostacolo serio a qualsiasi percorso verso la pace. Il “documento quadro non ufficiale” del memorandum d’intesa Iran-USA è stato parzialmente pubblicato.
Secondo il rapporto, gli Stati Uniti si sono impegnati a revocare il blocco navale dell’Iran; in cambio, l’Iran si impegna a riportare entro un mese il numero delle navi commerciali al livello precedente l’imposizione di un “pedaggio”, dopo che gli Usa avevano improvvisato un loro “contro blocco” dello Stretto di Hormuz.
Secondo il documento non ufficiale, le navi militari non sono comprese nell’accordo. Il che, tra le altre cose, rende aria fritta le intenzioni dei “volenterosi” di mandare imbarcazioni per “tenere aperto” lo Stretto.
Inoltre, la gestione e la rotta delle navi nello Stretto saranno effettuate con la cooperazione dell’Iran e dell’Oman. Un riconoscimento di fatto della sovranità sulla via d’acqua dei due paesi che vi si affacciano. Ali Bagheri Kani, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, ha spiegato poi che “Le condizioni e le procedure per attraversare lo Stretto di Hormuz saranno completamente diverse da quelle precedenti all’inizio del conflitto per l’Iran“.
L’Iran e l’Oman stanno attualmente negoziando le modalità di gestione della via navigabile, ha aggiunto Bagheri Kani, che sta attualmente partecipando a una conferenza sulla sicurezza in Russia, dove si discute della possibilità di porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Nel frattempo, gli Stati Uniti si sono impegnati a ritirare le loro forze militari dall’ambiente circostante dell’Iran. Deve essere comunque oggetto di negoziato la clausola che deve definire se questa formula include le forze aggiuntive inviate alla regione dall’inizio della guerra o anche quelle già installate nelle basi del Golfo. E si capisce bene che tra le due cose c’è una differenza notevolissima.
È stato anche riferito che se si raggiunge un accordo finale entro il periodo di 60 giorni, l’accordo sarà approvato sotto forma di una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Le fonti sottolineano che l'”accordo di Islamabad” non è ancora definitivo e l’Iran non prenderà alcun provvedimento senza una verifica tangibile sul rispetto dell’accordo da parte Usa.La stessa tv di Tehran premette infatti che l’Iran continua a nutrire una profonda sfiducia nei confronti degli Stati Uniti (quattro cicli di negoziati sono stati annullati da attacchi Usa e israeliani).
Infine, “se un accordo finale viene raggiunto entro un periodo di 60 giorni, questo accordo sarà approvato sotto forma di una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Il che implica un tentativo di restituire all’Onu un ruolo vincolante per tutti.
P.s. Come prevedibile, ci ha pensato poi Trump a rimettere tutto in discussione. “Non c’è ancora un accordo con l’Iran. Non siamo soddisfatti“, ha detto aprendo la riunione di gabinetto alla Casa Bianca. Si vede che deve ancora fare un po’ di insider trading a Wall Street, per far guadagnare la famiglia, dopo l’accordo che la mette al riparo da inchieste passate e future sulle sue azioni da pirata in Borsa.
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