Nella mattinata del 23 ottobre, intorno alle 10:30, un uomo armato di mitra ha aperto il fuoco per le strade di Trappes e La Verrière, comuni nel dipartimento degli Yvelines, a ovest di Versailles. Il tragico bilancio è di una vittima e cinque feriti, tra cui una bambina in condizioni critiche.
L’assalitore ha esploso raffiche di colpi d’arma da fuoco da un’auto in corsa, prendendo di mira in modo indiscriminato i passanti, ma con un chiaro target basato su una discriminante razziale. Secondo quanto ricostruito, i colpi hanno raggiunto una stazione di servizio, una clinica e persino un’area giochi.
Quella che per ora è l’unica vittima, Pengo Bossio Wangi, aveva 26 anni. Tra le persone ferite gravemente ci sono due uomini di 29 e 49 anni e una ragazzina di appena 12 anni, la cui auto è stata crivellata di colpi mentre si trovava in macchina con la madre. L’attentatore è stato identificato come Kevin T., 39 anni, ed è stato rapidamente intercettato e arrestato dalle forze dell’ordine nel vicino comune di Coignières.
A bordo della sua vettura gli agenti hanno rinvenuto una pistola mitragliatrice, gas lacrimogeno, guanti e cocaina. Secondo fonti di polizia, il sospettato era pronto a colpire ancora e, dalle prime perquisizioni, è emerso che il suo appartamento era stato trasformato in una vera e propria trappola disseminata di bombole di gas, pronte a diventare una trappola esplosiva per chi avrebbe tentato di introdurvisi. Nel pomeriggio è stato fermato anche un suo familiare.
La Procura Nazionale Antiterrorismo ha immediatamente assunto la direzione delle indagini, aprendo un’inchiesta per “omicidio in relazione a un’impresa terroristica, con l’aggravante che i fatti siano stati commessi in ragione dell’appartenenza reale o presunta a una determinata razza o religione“.
Il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, di origini marocchine e appartenente alla formazione di sinistra Génération.s, e il deputato locale di affiliazione liberale, Laurent Mazaury, hanno denunciato la chiara “connotazione razzista e islamofoba” della strage. Al momento dell’arresto, lo stesso assalitore avrebbe esplicitamente ammesso l’intento di voler uccidere persone di origine “straniera”, per quel che questa connotazione possa voler dire in aree metropolitane francesi.
Il primo ministro, Sébastien Lecornu, ha condannato duramente l’attacco terroristico, assicurando che tutti i mezzi delle forze di sicurezza e dell’autorità giudiziaria sono pienamente mobilitati per fare luce sulla strage. Anche il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, si è recato tempestivamente a Trappes per incontrare i soccorritori, i politici locali e i residenti della zona.
Il capo di Stato francese ha affermato ai microfoni: “siamo di fronte a un attentato terroristico razzista. È stato un atto premeditato“. Lo stesso Macron ha indicato l’attacco come “uno spartiacque” per la nazione, sottolineando che i vertici del paese continueranno a lavorare contro il razzismo. Ma il presidente francese ci ha tenuto a specificare, oltre al razzismo, anche l’antisemitismo.
Nel dramma di questo evento, bisogna sottolineare come dall’Eliseo abbiano subito approfittato del terrorismo razzista da una parte per la diatriba che ha coinvolto recentemente Macron e il leader dell’estrema destra, Jordan Bardella, per sue vecchie dichiarazioni antisemite, dall’altra per promuovere la stretta securitaria in corso anche oltralpe verso le mobilitazioni popolari, fortemente caratterizzate dalla solidarietà con il popolo palestinese.
Il terrorismo di Kevin T. è sicuramente nato in seno alle retoriche “remigratorie” su cui le forze dell’estrema destra, a livello europeo, hanno deciso di concentrare i propri sforzi negli ultimi mesi. Ma se l’attentato di Trappes nasce su questo terreno razzista, il grilletto è stato premuto anche dalla criminalizzazione delle proteste e delle “seconde generazioni” che le stanno animando.
Sui principali media è difficile da trovare la notizia che riporta invece Mediapart questa mattina, ovvero che l’attentatore avrebbe detto ai poliziotti che ha voluto “vendicare” i commercianti di cui i negozi sono stati presi nel mezzo degli scontri di piazza avvenuti nelle ultime settimane. L’atto terroristico collega insieme, perciò, una visione razziale della società che è al contempo politicamente diretta contro le rivendicazioni popolari.
Anche per questo le forze dell’ordine francesi mostrano un’accresciuta preoccupazione per la gestione di piazza delle manifestazioni che si svolgeranno durante questo fine settimana. Decenni di abbandono delle periferie e della loro gente, e la scelta politica di rispondere alle mobilitazioni unicamente con la violenza poliziesca, è la “trappola” in cui la classe dirigente francese si è infilata da sola, nel momento in cui la criminalizzazione e la razzializzazione condotte scientificamente hanno legittimato persino il terrorismo.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa