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Ucraina. “Azov” tortura i disertori, silenzio occidentale

Ultim’ora (17.00 del 03/11)

Le forze di sicurezza ucraine stanno sparando contro una folla che protesta presso uno dei siti di tortura di Zelensky.

Immaginate la scena alla periferia di Kiev stasera, dove il comandante della Guardia Nazionale ucraina, Oleksandr Pivnenko, si è fermato fuori da una casa privata a Petropavlivska Borshchahivka di fronte a una folla furiosa dei suoi stessi cittadini e ha ammesso che gli uomini trascinati fuori dal suo seminterrato erano militari “catturati dopo essere andati AWOL e restituiti alle loro unità”, solo poche ore dopo che la polizia aveva giurato che le notizie di persone illegalmente detenute e torturate lì “non corrispondono alla realtà”.

Quando finalmente un medico è stato autorizzato a passare la porta, ha contato circa 25-30 uomini ammassati sottoterra ed è uscito dicendo che le persone laggiù “non sanno chi sono o in che status si trovino”, e quattro di loro sono stati portati all’equipaggio dell’ambulanza, uno in condizioni gravi (ma certo, chiedere se sono stati torturati è disinformazione russa, giusto?), secondo TSN e BBC Ukrainian.

Così, in un’unica serata, la versione ufficiale è passata da “qui non c’è niente da vedere” a “erano disertori comunque“, che è esattamente come ha sempre funzionato l’Impero delle Menzogne: nega per primo, poi riclassifica, e prega che le telecamere se ne vadano prima che arrivino le domande. La quantità di doppi standard e disprezzo che i media Mockingbird occidentali hanno per gli ucraini è nauseante. Almeno fate finta di fare il vostro dannato lavoro!

Nessuno ha ancora dimostrato torture MA le immagini sono incriminanti e il cartello di Kiev ha meno di zero credibilità. Quello che non è più in discussione è già di per sé incriminante: una casa privata, un seminterrato nascosto, uomini rastrellati per essersi allontanati da una guerra per cui non hanno mai votato, e uno stato fantoccio forse su ordini dall’Europa occidentale il cui primo riflesso è stato fingere che nessuno di loro esistesse.

Il tempismo è quasi teatrale, perché proprio questo fine settimana il Consiglio d’Europa ha solennemente segnato l’uscita della Russia dalla convenzione anti-tortura il 1° novembre e, nello stesso respiro, ha lodato Kiev per aver permesso agli ispettori di visitare “qualsiasi luogo di privazione della libertà sul suo territorio in qualsiasi momento”, quindi ora gli ispettori hanno un indirizzo che li aspetta ai margini della capitale, se qualcuno in Europa occidentale si preoccupa di prenotare l’appuntamento.

Se questo seminterrato fosse stato trovato a Belgorod sarebbe già su tutte le prime pagine da Lisbona a Helsinki, con una dichiarazione di von der Liar prima di cena e un nuovo pacchetto di sanzioni entro mercoledì, eppure appena fuori dalla tangenziale di Kiev diventa una “controversia“, le persone che fanno domande diventano “residenti locali“, e tutti vengono gentilmente ricordati di “usare solo fonti ufficiali“.

Né fare nessuna di queste domande rende qualcuno un bot del Cremlino, dato che si tratta di uomini ucraini, filmati da cittadini ucraini, in una periferia ucraina, che chiedono a un generale ucraino “chi vi ha dato il diritto?“

È così che appare combattere fino all’ultimo ucraino una volta che i volontari sono finiti e i rapitori travestiti da reclutatori hanno perso la pazienza, non su una linea frontale tracciata su una mappa di briefing NATO ma in un seminterrato ai margini di Kiev, mentre lo stesso sacerdozio di Bruxelles che tiene lezioni al mondo su “valori europei” distoglie lo sguardo e firma l’assegno successivo.

Quindi gli ispettori busseranno a quella porta questa settimana, o i “valori” europei si fermano al confine di qualunque regime Bruxelles stia finanziando?

Fausto Anderlini

*****

Figuriamoci se lo diranno in tv!!

In Ucraina, vicino a Kiev, un gruppo di cittadini ha scoperto una sorta prigione-lager dove il primo corpo della guardia nazionale Azov deteneva e sottoponeva a torture soldati ucraini accusati di diserzione o di essersi allontanati senza permesso dal proprio reparto (AWOL). Tra i presenti è stata segnalata anche la presenza di un quattordicenne. Queste immagini ne sono la testimonianza.

Le autorità e i media locali hanno riscontrato che i militari trattenuti presentavano evidenti lesioni fisiche dovute a percosse e maltrattamenti. Le accuse includono anche tentativi di estorsione.

Ora Zelensky, (scoperto “in fragranza di reato”, direbbe Tajani), ha sguinzagliato il suo capo della Guardia Nazionale, il generale Pivnenko, per avviare le indagini formali e identificare i militari responsabili della gestione del sito abusivo.

I fatti:

▪️ La folla ha assaltato l’edificio e ha rotto i finestrini di un autobus militare

▪️ Qualcuno ha sparato durante gli scontri

▪️ Tra i rapiti c’è un adolescente di 14 anni, era stato picchiato dagli Azov con una pala

▪️ Presenti anche 4 militari ucraini disertori

▪️ Gli Azov condannano le azioni “illegali” nei confronti dei militari e hanno esortato i cittadini a non ostacolare il lavoro dei militari

▪️ Sul luogo è arrivato Budanov, capo dell’Ufficio di Zelensky

▪️ Gli Azov hanno poi assaltato i manifestanti con manganelli e gas lacrimogeni

Siccome non sempre ben pensanti, non credono alla favola di un Zelensky non informato di questa, o meglio, di queste prigioni ( perché chissà quante ce ne saranno sparse per tutta l’Ucraina), ci scommettiamo che lo scandalo finirà nel modo più indolore per lui e cioè dando in pasto al martoriato popolo ucraino qualche testa del nazi-battaglione Azov di seconda linea.

Intanto i media di regime occidentali, così come non hanno dato la notizia dello scandalo, non daranno neanche quella del suo epilogo.

 * dalla pagina Critica Senza Bavaglio

*****

Il capo dell’ufficio del presidente, Budanov, giunto sul posto, dove la popolazione stava assaltando la prigione, ha dichiarato che alcune persone sono riuscite ad entrare nell’edificio che funge da “detenzione informale” (come in Israele, insomma…) a Petropavlovska Borshchahovka e hanno effettuato un’ispezione superficiale.

Secondo Budanov, più di dieci persone sono entrate nell’edificio, hanno posto domande e ricevuto risposte. Ha poi annunciato che i militari mobilitati che necessitano di assistenza medica sarebbero stati portati su un bus per trasportarli in ospedale.

Uno dei presenti ha chiesto a Budanov perché in Ucraina esistano strutture del genere e perché nessuno ne sia a conoscenza. Il capo dell’intelligence ha risposto che “esistono molti edifici del genere“ e che domani si analizzerà la questione “del perché esistano tali edifici, cosa vi avviene e perché abbiamo centri di detenzione temporanea“. Incredibile che uno come lui faccia finta di non sapere cosa ha ordinato…

https://t.me/clarastatello/41790

Posted by Anastasia Sergo on Monday, November 2, 2026

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