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Italia. Prove generali di “patto sociale” tra Cgil e Confindustria

La presidente della Confindustria, con l’incontro di oggi mette così “una pezza” sulla buca data due giorni fa al confronto con la Camusso nel dibattito organizzato dalla segretaria della Flai Cgil Stefania Crogi. Nei giorni scorsi, di fronte all’appello della Marcegaglia che lamentava la “solitudine” degli industriali, dal segretario della Cgil Susanna Camusso era giunto una chiara apertura: “La classe imprenditoriale ha provato a vedere se tacendo emergeva qualcosa, ma anche loro sono arrivati al punto che non c’è alcuna delle risposte necessarie” aveva detto la segreteria della Cgil “Spero che questo si traduca in una scelta di autonomia delle parti sociali rispetto a un governo che ha sempre deciso da solo”. Anche Luca Cordero Montezemolo – confortato da unsondaggio che indicherebbe un’approvazione del 59 per cento degli italiani alla sua discesa in campo in politica- era stato il primo a sposare la lamentazione di Emma Marcegaglia. Non ho letto il piano presentato dal Governo, non mi piace dare giudizi su cose che non conosco. Lo leggero’ con attenzione, in tanti lo guarderemo per vedere cosa c’e’. Mi sembra molto importante e condivisibile il messaggio del governatore Draghi su questi temi”. Draghi intervento a Torino aveva affermato che “E’ tanto più importante fare le riforme di struttura e potenziare lo sviluppo, adesso che, nell’ambito del rafforzamento del Patto di stabilità europeo, si propone una regola numerica che impone ai paesi con debito superiori al 60% del Pil di ridurre lo scostamento del 5% ogni anno”. In pratica ha messo sull’avviso la classe dirigente che dovrà prepararsi a gestire un piano di ristrutturazione economica di lacrime e sangue come non se ne mai visti, un piano che richiede il massimo di tregua e controllo sociale. Le uniche reazioni sul fronte del governo sono venute dal Ministro Sacconi che ha lamentato l’ingenerosità della Presidente della onfindustria, ma nulla di più. Silvio Berlusconi tace, tutto preso dalle sue vicende giudiziarie, ha detto che vuole capire quel che sta succedendo. Ma intanto ha dovuto inccasare il colpo del blitz contro Geronzi che ha minato le sue posizioni all’interno del del “salotto buono” della grande finanza, ossia Mediobanca (dove comunque siedono in cda la figlia Marina e il vecchio socio-amico Tarak Ben Ammar) e Rcs, cioè il Corriere della Sera. Tra poteri forti e Berlusconi ormai siamo al goodbye.

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