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Caporalato, occupata la basilica di Bari: “Prima gli sfruttati”

Questa mattina poco dopo le 11 una folta delegazioni di braccianti della provincia di Foggia ha occupato simbolicamente la Basilica di San Nicola a Bari. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di lotta dei braccianti che vivono nei ghetti del territorio foggiano.

Da anni questi uomini e queste donne reclamano soluzioni concrete alla situazione di illegalità in cui sono costretti a lavorare e a sopravvivere. Una richiesta di rispetto dei diritti per contratti regolari di lavoro, per il rilascio dei documenti e l’utilizzo di mezzi sicuri di trasporto, per il riconoscimento della dignità, del diritto alla casa e alla tutela della propria salute.

Una lotta contro l’indifferenza della Regione Puglia e del Governo gialloverde che cerca di trasformare una questione sociale in una questione di pubblica sicurezza. Nelle campagne del Foggiano si continua con l’attacco alle “baracche”, per radere al suolo i campi dei braccianti senza una soluzione alternativa.

Da troppo tempo si attendono risposte e l’avvio di un tavolo regionale sui temi dell’agricoltura e del bracciantato, si chiedono incontri alle istituzioni regionali, in primis al presidente Emiliano, ma finora nulla si è concretizzato. Siamo, quindi, costretti a compiere azioni altamente simboliche con l’auspicio di incontrare le autorità ecclesiastiche della città capoluogo.

Il tweet di Abou:

Siamo entrati in questo istante nella #BasilicaSanNicola di Bari con un gruppo di braccianti sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane nelle campagne di Foggia. Chiediamo un confronto con l’arcivescovo Mons. Cacucci perché la Regione Puglia e il governo latitano.

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