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La quarantena va retribuita come malattia. Il governo si dia una mossa

Un presidio convocato dall’Usb si è svolto ieri davanti al MEF per richiedere il rifinanziamento urgente e retroattivo dell’indennità economica e previdenziale per quarantena, sia per i lavoratori sottoposti a isolamento fiduciario che per i lavoratori fragili.

Come noto, con il messaggio n°2842 dell’agosto scorso, l’INPS ha comunicato che il legislatore per il 2021 aveva stanziato 282 milioni di euro e che tale somma ad esaurimento copriva solo i lavoratori fragili. Per la restante platea dei lavoratori costretti in quarantena fiduciaria, la copertura economica e previdenziale della malattia è terminata il 31/12/2020. In sostanza chi oggi dovesse andare in quarantena (obbligatoria) per sospetto contatto con persona contagiata da Covid, non sarebbe coperto come nel caso della malattia e vedrebbe ridursi la sua retribuzione per i giorni di quarantena. Una assurdità inaccettabile, visto anche che i contagi continuano a diffondersi nonostante la vaccinazione.

Per l’USB è necessaria una risposta in tempi brevi, un segnale colto dai lavoratori rappresentativi di settori come trasporti, igiene ambientale, sanità, commercio, logistica e di altri settori del privato e del pubblico. Le delegazioni alternatesi ai microfoni hanno chiesto al governo di rifinanziare urgentemente e in maniera stabile l’indennità di malattia sia per la quarantena fiduciaria che per i lavoratori fragili.

Una delegazione dell’USB è stata ricevuta dalla sottosegretaria Alessandra Sartore, la quale ha dichiarato che il governo sta affrontando il tema della copertura finanziaria ma che oggi non hanno ancora definito l’entità dei fondi e quali strumenti legislativi utilizzare per il loro stanziamento.

La delegazione USB ha ribadito che si tratta di una questione drammaticamente in essere e pur apprezzando l’apertura di un confronto avvenuto a stretto giro, rimane il dato delle migliaia di lavoratori che rischiano decurtazioni dai 13 ai 20 giorni di stipendio. I lavoratori non possono attendere la Legge di Bilancio, occorre un intervento urgente e visto il perdurare della pandemia anche di lungo respiro.

Nei prossimi giorni seguiremo gli sviluppi, continuando a far sentire la nostra voce a partire dai posti di lavoro, passando per lo sciopero generale dell’11 ottobre.

Siamo consapevoli dell’importanza del tema che intreccia il diritto alla salute pubblica, con il salario e la sicurezza dei lavoratori.  L’USB lo dice forte e chiaro: non accetteremo mai che i costi e le speculazioni della pandemia vengano scaricati sui lavoratori.

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