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Strage di operai a Torino. Introdurre il reato di omicidio sul lavoro!

Non passa giorno, in questo disgraziato Paese, senza che si consumino gli ennesimi, abominevoli, omicidi sul lavoro. A Torino il crollo di una gru ha spezzato le vite di tre operai e fatto diversi feriti, dopo che a Trieste 24 ore prima un altro operaio ha perso la vita in modo simile.

Una catastrofe quotidiana, una sequela di omicidi di un sistema produttivo sempre più spietato, interessato unicamente al profitto e insensibile alle vite umane.

L’edilizia è uno dei settori trainanti di una “ripresa” economica capitalistica ora votata al “green” e alla riconversione ecologica. Ma è anche uno dei settori dove lo sfruttamento è più alto, i tempi di lavoro più frenetici e l’attenzione alla sicurezza di fatto compromessa all’origine.

Le prime parole dei vigili del fuoco, che parlano di cedimento strutturale alla base della gru, sono inquietanti. Chi controlla i cantieri? Dove sono gli ispettori del lavoro? Che fine hanno fatto le mirabolanti promesse del governo di alcuni mesi fa? Come USB ha subito sottolineato, sono rimaste aria fritta.

Non serve piangere sulle morti, se il sindacato non conduce quotidianamente la battaglia contro lo sfruttamento e l’impoverimento dei lavoratori, contro modi e i tempi di lavoro antiumani. È per questo motivo che USB ha lanciato la campagna per l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio sul lavoro, proprio come è stato fatto per contrastare i morti sulle strade con il reato di omicidio stradale.

E serve garantire la totale impunità e salvaguardia dal licenziamento per i lavoratori e le lavoratrici che denunciano le irregolarità aziendali in tema di sicurezza.

Il Piemonte, come territorio in crisi e alla perenne ricerca di identità, è una delle terre più colpite: con angoscia il ricordo va alla strage del Mottarone. Il nostro lavoro sindacale è sempre più strettamente legato alle dinamiche della sicurezza e l’apertura dello sportello di Rete Iside anche nella nostra sede di Torino, vuole essere uno strumento in più per difendere i lavoratori dagli omicidi sul lavoro.

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3 Commenti


  • alfredo fabbri

    Si. LA VERGOGNA ITALIANA dello sfruttamento dei lavoratori DEVE terminare. I cosiddetti “infortuni sul lavoro” sono FALSITA’ volute, create in piena coscienza da persone con strutture mentali–ETICHE–ORRIBILI, che devono essere processate X OMICIDIO DI CONSEGUENZA è NECESSARIO INTRODURRE IL REATO di O M I C I D I O SUL LAVORO


  • giuseppe

    sono assassini preventivati, le ditte inviano le denuncie di apertura cantiere ai servizIO di prevenzione delle aziende sanitarie tenute alla verifica E SORVEGLIANZA SUL RISPETTO DELLE NORME DI SDICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO, GLI ISPETTORI DELLE ASL SONO IN NUMERO INSUFFICIENTE RISPETTO ALLE APERTURE DEI CANTIERI, , CHI VERIFICA LA EFFICIENZA DEGLI ELEVATORI, DEGLI I MPIANTI DI MESSA A TERRA, DELLA EFFICIENZA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI GLI OPERAI NON VENGONO INFORMATI SUI PERICOLI ESISTENTI NEI CANTIERI, CHI COLLAUDA I PONTEGGI IL DISASTRO E IMMENSO, I SINDACATI SONO ASSENTI SANNO SOLO PROTESTARE DURANTE I FUNERALI. A PROPOSITO IN CHE MODO FINISCONO I PROCEDIMENTI PENALI IN CASO DI INFORTUNI GRAVI SAREBBE INTERESSANTE SAPERE IN CHE MODO VENGONO PORTATI A TERMINE O VANNO PRESCRITTI.


  • Pasquale

    Uno dei problemi è sicuramente l’ispezione programmata da parte dell’ispettorato del lavoro. I controlli devono essere una sorpresa e invece sono una farsa. Bisogna essere inflessibili, sui cantieri e nelle fabbriche la sicurezza non è mai troppa e i sindacati devono essere più presenti,perchè si lavora per vivere e non per morire. Per il padrone i morti sul lavoro sono incidenti di percorso, ma per una famiglia il lavoro è tutto.

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